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6 grandi miti da sfatare riguardanti il Content Marketing

June 13 2018
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L’obiettivo del Content Marketing è quello di attirare e mantenere nel tempo i clienti attraverso la creazione e la cura di contenuti rilevanti e di valore per cambiare o migliorare il comportamento e l’attitudine dei consumatori.

In sostanza, il Content Marketing è l’arte di comunicare con i clienti e potenziali clienti senza vendere. Si tratta di non-interruption marketing. Invece di decantare i prodotti o servizi, si consegnano le informazioni che rendono i vostri acquirenti più coscienti e consapevoli.

L’essenza di questa strategia di contenuti è la convinzione che se noi consegniamo delle coerenti e preziose informazioni agli acquirenti, questi alla fine ci premieranno con la loro riconoscenza e lealtà. E quindi con degli acquisti.

Il Content Marketing è un’arte e una scienza

Il Content Marketing è diventato un’arte e una scienza con un pizzico di promozione nel mezzo. Come in ogni buona ricetta di una torta, i giusti ingredienti e le giuste quantità faranno la differenza tra successo e fallimento.

Nel mezzo risiedono termini come coinvolgimento (engagement), fiducia (trust) e credibilità. Un pizzico di promozione, intesa come diffusione, sostegno, spinta a ciò che andrai a creare, è necessaria.

Dunque, quali sono alcuni dei miti che sono emersi intorno al fuoco dei contenuti digitali?

Mito #1. Crea contenuti e i clienti verranno di conseguenza

Content Marketing non è sinonimo di Inbound Marketing. L’equivoco del vero significato di questi termini porta troppo spesso la gente a pensare che basta la creazione di contenuti per generare opportunità di business.

Il Content Marketing è una parte di tutte quelle attività che definiscono una strategia di Inbound Marketing.

Content Marketing è un termine formato da due parole e il contenuto è solo una di queste.

Mito #2. La creazione di contenuti è più importante del marketing di essi

Ciò fa seguito al mito #1. I creativi e gli scrittori di questo mondo spesso cadono in questa trappola.

Il loro mantra sbagliato è spesso “Creo e perciò avrò successo”.

Spiacenti, non sarà così.

Alcuni dei migliori artisti di questo mondo spesso hanno avuto un “gene bizarro” o un partner che è andato fuori e ha fatto succedere l’irrealizzabile. Salvador Dalì, il famoso pittore surrealista spagnolo, è stato un pittore che non solo era il creatore, ma era anche l’uomo di marketing. E’ forse andato un pò troppo oltre. Ma sapeva come attirare l’attenzione.

In un mondo digitale dominato dal puro rumore, dalla velocità e dal volume di creazione di contenuti, il marketing dei contenuti rappresenta il 50% della contesa.

I contenuti virali vengono spesso associati alla fortuna.

Ma famosi editori come Buzzfeed e Upworthy ci hanno fatto capire, in questi ultimi tempi, che lasciarli soltanto alla fortuna non è più un’opzione. Il successo del marketing dei contenuti è ora più dovuto a scienza, big data e all’incessante ricerca di ottimizzazione dei contenuti per la condivisione e il traffico.

Mito #3. E’ sufficiente creare tonnellate di contenuti ordinari

Che cos’è un contenuto ordinario?

Per me significa un insipido post di 400-600 parole in cui mancano una direzione, degli approfondimenti e un x-factor. Anche le componenti visual sono di vitale importanza.

La competizione per ricevere attenzione online è sempre più difficile mentre fino a qualche anno fa il livello di qualità richiesto per un contenuto non era così alto.

Il Content Marketing sta crescendo.

Trasformare un contenuto da “Buono” a “Grandioso” significa più riletture, più correzioni, più miglioramenti e magari qualche ricerca più approfondita. Significa litigare e fare a pugni con il contenuto per arrivare a un risultato finale che somigli a una forma d’arte che rivelerà il nostro brand e la nostra mission.

Ma in tutto questo ci siamo dimenticati di una cosa. La passione.

Essere appassionati dell’argomento di cui si sta scrivendo fa la differenza. Contenuti scritti solo per ottenere link in entrata e risultati di ricerca troppo spesso sono deficitari di ciò che rende straordinario un contenuto: il cuore e l’anima che ci mette chi lo scrive.

Mito #4. Il marketing dei contenuti è orientato ai motori di ricerca

La missione di Google “organizzare le informazioni a livello mondiale e renderle universalmente accessibili e fruibili” ha talvolta portato a degli obbrobri nell’esecuzione di una strategia di Content Marketing. Il loro motto “don’t be evil” è forse qualcosa che i buoni content marketers dovrebbero abbracciare e sottoscrivere.

Scrivere contenuti creati solamente e appositamente per i motori di ricerca dovrebbe essere fatto peccato.

Scrivi per le persone, tocca le loro emozioni e il tuo contenuto avrà molte più possibilità di essere condiviso ad una velocità virale.

Mito #5. Un buon Content Marketing non ha bisogno di molta tecnologia

La realtà è che il marketing dei contenuti è fatto di molte parti in continuo divenire. Queste includono immagini, video, blog, social network, media di vario genere, metriche, ottimizzazione, e-mail, ricerca e molto altro ancora.

Avrai bisogno di tecnologie, applicazioni e piattaforme tecnologiche di marketing digitale per creare, pubblicare, lanciare, gestire e misurare “in larga scala”.

Non potrai fare a meno di strumenti come Feedly, Hootsuite, Trello, BuzzSumo senza dimenticare Google Analytics e Keyword Planner.

Rendi più facile il lavoro per il tuo team di marketing per raccogliere, curare e pubblicare contenuti di valore.

Mito #6. Il marketing dei contenuti è solamente offrire contenuti gratuiti

I blogger sono il simbolo e l’essenza del Content Marketing. Molti blogger (e content marketer) sono caduti nella trappola di offrire solo contenuti gratuiti. Dimenticando di chiedere qualcosa in cambio. Pensando che la conversione da traffico a contatto fino a vendita avverrà da sola.

Vanno ottimizzate le cosiddette “Call to Action”, gli inviti all’azione. Per convertire un contatto in un potenziale cliente.

Vuoi qualcosa di gratis come un PDF gratuito? Ho bisogno di una e-mail in cambio. Vuoi leggere quel prezioso e-book? Sono 4€. Vuoi formazione online? Forse è meglio tirare fuori la carta di credito. Questi sono solo dei semplici, banali e freddi esempi. Ma devi essere tu a impostare una giusta strategia di Content Marketing chiedendoti cosa vuoi ricevere in cambio oltre a fiducia e riconoscenza da parte dei tuoi lettori/acquirenti.

La natura di questa strategia dipenderà ovviamente dal tipo di prodotto/ servizio che offri. Molto spesso l’obiettivo concreto di una strategia di Content Marketing è raccogliere una lista di contatti (e-mail) che hanno dimostrato volontariamente un interesse verso ciò che offri. Contatti che successivamente saranno preziosi per particolari promozioni o comunicazioni.

Un Content Marketing fatto bene realizza tre obiettivi:


  1. Traffico

  2. Coinvolgimento

  3. Conversione

Se non raggiungi l’ultimo obiettivo allora sarai condannato a non avere successo.



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FONTE ARTICOLO
Riccardo Mazzocato
Responsabile pubblicazioni - Three-Dimension Prestige S.r.l.
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