GASTRONOMIA

A Morimondo una domenica tripudio di sapori

April 17 2012
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22 Aprile 2012, la Festa del Latte vetrina delle tipicità enogastronomiche lomelline, pavesi e dell’Oltrepò con il Farmers’ Market della Certosa di Pavia Domenica 22 Aprile 2012 Dalle 9 alle 18 Morimondo (Mi), piazza San Bernardo Ingresso gratuito Per informazioni 347 7264448; www.agenziareclam.it; www.prolocomorimondo.eu

Laboratori del gusto, dimostrazioni, degustazioni dell’ oro bianco ma anche le eccellenze food&wine del Pavese: questo il programma che la pro loco di Morimondo propone a enogastronauti, fooders e golosi grandi e piccini per domenica 22 Aprile 2012.
Una domenica a tutto gusto che nasce da una tradizione che si perde nel tempo. Il calendario ambrosiano vuole che il 23 Aprile si celebri San Giorgio, patrono dei lattai: mandriani e venditori al dettaglio proprio in questo giorno dell’anno usavano firmare i contratti di fornitura del latte. La storia ci racconta poi di un’altra tradizione: i contraenti festeggiavano l’accordo “dolcemente”, con del pan de mej ai fiori di sambuco (che sembra sboccino proprio in questo periodo dell’anno) appositamente preparato per l’occasione e accompagnato da panna liquida che i lattai regalavano a propri clienti.
La Pro Loco di Morimondo propone un tuffo nel passato con laboratori del gusto e dimostrazioni di come si prepara il formaggio. Ci saranno inoltre banchi di degustazione e vendita con i prodotti caseari delle cascine lombarde: formaggi, latte, yogurt a filiera corta.
Tra gli ospiti, inoltre, non mancherà il Mercatino della Certosa di Pavia in veste di vetrina delle eccellenze food&wine del triangolo d'oro del gusto rappresentato da Lomellina, Oltrepò e Pavese. Zona altamente vocata all'enogastronomia con i suoi vini DOC, i salumi e i formaggi.
Salame d’oca, salame di Varzi, i pluripremiati vini DOC dell’Oltrepò Pavese, riso biologico del Pavese, salse, marmellate, miele e dolci tipici quali le offelle di Parona. E, ovviamente, i formaggi, veri protagonisti di questa giornata. Dal produttore al consumatore per una realtà che si caratterizza per fiducia e famigliarità come il negozio sotto casa di una volta.
Un’ occasione per coniugare al piacere del buon cibo quello della meraviglia di trovarsi in un luogo bellissimo e carico di storia e spiritualità come l’abbazia di Morimondo, gioiello dell’architettura romanica lombarda.

L'Abbazia di Morimondo fu fondata nel 1136 dai cistercensi provenienti dal monastero francese di Morimond, i quali, trapiantati in Lombardia, conservarono il nome della loro abbazia madre (da "mora", parola della bassa latinità = palude). La basilica, sorta in periodo successivo alla costruzione del monastero (dal 1182), è oggi il monumento di maggior importanza di Morimondo. Rispecchia il
disegno delle chiese cistercensi voluto da S. Bernardo: grandiose e solenni in contrasto con l'austerità e la povertà della vita dei monaci, cui è attribuito il merito di aver intrapreso l'opera di bonifica e valorizzazione agricola del territorio. L'esterno in mattoni è in stile gotico francese con elementi
romanico-lombardi. La facciata presenta un taglio a capanna; il portale è preceduto da un pronao (porticato posto davanti alla chiesa) aggiunto nel 1736. Un rosone centrale, bifore, aperture cieche e altre a cielo aperto definiscono la parte superiore, coronata da una fila di archetti che continuano sui
fianchi. L'interno di forma basilicale, a 3 navate su pilastri con volte a crociera, con transetto e abside rettangolare.Opere: entrando a destra si nota una magnifica acquasantiera trecentesca con rosoni e teste fantastiche. Degno di nota il coro, commissionato dai monaci di Settimo Fiorentino, stabilitisi a Morimondo nel 1490, all'intagliatore abbiatense Francesco Giramo, che lo concluse nel 1522. Si compone di 70 stalli divisi in 2 ordini; negli scranni sono raffigurati motivi simbolici.Sul fianco destro della chiesa si apre il chiostro, dove affacciano le varie parti del monastero, più volte riprese e rimaneggiate nel tempo. Il lato est è il piu' antico, con la sala capitolare, il sovrastante dormitorio, il "parloir" e la "sala di lavoro" dei monaci. Sul lato sud si affacciano il "calefactorium" (unico locale riscaldato) e il refettorio. L'ala dei conversi, lato ovest, è quella che ha subito maggiori trasformazioni.



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Simonetta Tocchetti
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