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Autore: Franco Cecconi
Azienda: Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria
Web: http://www.aissitalia.org


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Comunicato Stampa
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Accolte le osservazioni di Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria da parte del Ministero degli Interni

Pubblicato il 07/06/12 | da Franco Cecconi


Sembrerebbero accolte molte delle osservazioni fatte da Aiss sull’entrata in vigore della legge 94/09, che il Presidente Franco Cecconi ha presentato al Ministero degli Interni il 16 Aprile.

In attesa delle conferme che dovrebbero arrivare con la firma del Ministro degli Interni lunedì ecco il testo integrale delle osservazioni presentate dal Presidente dell'Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria A.I.S.S. Franco Cecconi.
Una conferma dell'attività dell'Associazione che prima in Italia ha realizzato il 1° Contratto Collettivo della Sicurezza Sussidiaria non Armata.
In attesa della firma del Ministro vi riportiamo il testo integrale delle osservazioni inviate al Ministero.

Roma 16 Aprile 2012

Oggetto. Osservazioni sull’entrata in vigore della legge 94/09

La legge 94/09 viene a sanare un vuoto legislativo di circa trent’anni, purtroppo però crea una serie di limiti all’operatività delle agenzie, rallentando pesantemente il ciclo produttivo di tali attività; al di la delle miriade di piccoli aggiustamenti che renderebbero fluida e costruttiva l’applicazione della norma, al momento attuale ricopre particolare gravità la lentezza con la quale si arriva al rilascio del numero di iscrizione nell’elenco prefettizio.

È evidente che gli operatori devono corrispondere ad una serie di requisiti ma al momento la legge prevede che possano lavorare solo operatori muniti di tale numero.

Di fatto le prefetture non possono sopportare ne supportare l’iscrizione di una tale quantità di operatori (la stima dell’associazione si aggira intorno ai 100.000 operatori solo per il settore delle discoteche) la conseguenza è che una volta presentata la documentazione relativa ai requisiti, le aziende attendono anche tre o quattro mesi il responso ufficiale per i loro operatori.

Il risultato è che sia le aziende sia i lavoratori si devono barcamenare nel dilemma se rifiutare il lavoro o lavorare in un illecito causato dalle pieghe della norma.

Scegliendo di lavorare si incorre in denunce che per le aziende possono portare alla sospensione o alla revoca delle licenze rilasciate ai sensi dell’Art. 134 TULPS e per gli operatori all’impossibilità di essere in futuro iscritti negli elenchi prefettizi, per aver in passato commesso una violazione al 134 TULPS.

Inoltre la legge prevede una sanzione da 1500 a 5000 euro (che vede erogare nel minimo edittale un terzo del massimo e cioè una sanzione di 1660 euro) sia all’operatore sia chi lo ha impiegato.

L’alternativa è privare la propria clientela del servizio di controllo, lasciando il mercato all’abbandono e privando le forze dell’ordine di quella sussidiarietà che ha portato alla regolamentazione.

Per risolvere il problema basterebbe autorizzare l’impiego degli operatori dopo aver protocollato le liste dei nominativi in prefettura, (più o meno come accade per gli steward) pratica che resterebbe comunque tutt’altro che snella dato che per arrivare alla consegna dei documenti comprovanti l’esistenza dei requisiti trascorrono circa tre mesi tra corso di formazione, relativo esame e raccolta dei documenti.

Un’alternativa potrebbe essere costituita dall’applicazione della legge sul silenzio assenso (art. 2 della legge 241/1990), richiamata dal capo della polizia Dott. Manganelli nella circolare nr. 557/PAS.12089.10089D(1)sic(2) del 17/11/2010, nella quale si cita tale forma interpretativa come “opportuna”, tale soluzione prevede allo scadere del primo mese un sollecito indirizzato alla Prefettura competente, la quale ha un mese per rispondere, se non si ha risposta e’ possibile un ricorso al TAR che rispondera’ solo in merito all’applicabilita’ dell’ art. 2 della legge 241/1990 e cosi’ sarebbero passati altri tre mesi, non sarebbe meglio autorizzare tutti i richiedenti e eventualmente diniegarli in un secondo tempo?

Evidenziamo che questa e’ un’urgenza ma ci sono almeno altri 14 punti che necessitano di cambiamenti e/o chiarimenti

Cordiali Saluti,

Franco Cecconi

Presidente AISS-ENBISIT

www.aissitalia.org


Link: Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria

Autore della pubblicazione:
Franco Cecconi
Presidente
Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria
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