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Aeroporto Marconi di Bologna: decolla un nuovo sito internet

November 26 2018
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Si decolla. L’aeroporto Marconi di Bologna ha un nuovo sito internet, all’indirizzo bologna-airport.it: esso è stato progettato una volta trascorsi quattro anni dall’ultimo restyling. Il passeggero ha una posizione di primo piano nella nuova realtà on line: sono disponibili nuovi servizi e fa bella mostra di sé una grafica rinnovata.

Si decolla. L’aeroporto Marconi di Bologna ha un nuovo sito internet, all’indirizzo bologna-airport.it: esso è stato progettato una volta trascorsi quattro anni dall’ultimo restyling. Il passeggero ha una posizione di primo piano nella nuova realtà on line: sono disponibili nuovi servizi e fa bella mostra di sé una grafica rinnovata. Partite da Bologna, oppure vi arrivate? Pensate di sostare in aeroporto? Ogni dettaglio è stato preso in considerazione. Grazie a MyFlight, è possibile informarsi in merito al volo. Eventuali variazioni sono comunicate con aggiornamenti in tempo reale. Soggetti ipovedenti, inoltre, potranno fruire di tutte le informazioni. Ma come si progettano simili portali? Come nasce, nella pratica, un progetto? Planiamo con il nostro aeroplano e chiariamo i dettagli. Abbiamo interpellato in argomento Giorgio Maggioni, comunicatore, esperto e sviluppatore di modelli di business on line, specializzato nella Pmi, nonché docente di Web marketing per l’internazionalizzazione d’impresa. Si è espresso in questo modo.
Come incomincia la creazione di un sito?
“Vi rispondo raccontandovi la storia di un mio cliente. Chiamo il mio contatto e gli chiedo di fissare un incontro, cosa che questi puntualmente fa. Il giorno previsto mi presento in azienda con il mio personal computer, sicuro di fare una buona impressione, dato che il progetto è stato pensato bene. Mi aspetto di parlare con il responsabile commerciale (il marketing non esisteva) nel suo ufficio, un ambiente a scopo operativo, senza fronzoli, molto pratico, con un tavolino rotondo a lato, dove nella precedente riunione avevo preso appunti. Invece, inaspettatamente, mi si presenta l'intero comitato direzionale, compresa la proprietà: tutti incuriositi da questo personaggio che prometteva azioni innovative (nel 2007) e si presentava in azienda. Poco male, penso, alla fine si decide, e siccome qui ci sono tutti decideranno di partire”.
Come si imposta, nei primi passi, un progetto?
“Andiamo con ordine, tornando al mio esempio. Parto con la presentazione della loro situazione, sullo scenario digitale, che a differenza di quello reale li vede inconsistenti. Faccio vedere i concorrenti tradizionali (anche loro inesistenti) e quelli digitali, invece molto ben posizionati. Mostro altresì le ricerche registrate dai motori di ricerca e come noi avremmo potuto dare risposta a esse. Presento un piano strategico e operativo con tempi, attività, criticità e azioni correttive. Uno schema che, se seguito (a mio avviso) avrebbe portato a conquistare un mercato (digitale) in tre anni, con un Roi (Return on investment) ipotizzabile (anche se non prevedibile) interessante. Un'oretta di presentazione e un dialogo con una decina di persone. Ecco come nasce un nuovo progetto”.



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