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Agricoltura e fogne, rischio eutrofizzazione per il lago di Bolsena

September 5 2017
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Il lago, uno dei più grandi del Paese, è minacciato dagli scarichi fognari dei paesi circostanti e dalle sostanze chimiche usate dagli agricoltori

Da tempo la crescita urbana intorno al lago, l’inadeguatezza del sistema fognario e gli scarichi chimici di varie origini stanno degradando pericolosamente la qualità dell’acqua.
Un ingegnere fiorentino, Piero Bruni, si è preso la briga di fare otto volte all’anno dei prelievi dell’acqua.
Mentre le autorità locali dichiaravano puntualmente che la qualità idrica del lago era buona, i monitoraggi indipendenti di Bruni, mai messi in discussione, hanno dimostrato che la concentrazione del fosforo è raddoppiata, e ora raggiunge i 16,2 microgrammi per litro.
Il fosforo stimola la crescita eccessiva di alghe, anche tossiche: il lago di Bolsena rischia l’eutrofizzazione.

Ci vorranno probabilmente dieci anni perché questo fenomeno disastroso emerga con evidenza; ma a quel punto sarà durissima risanare il lago.

I provvedimenti necessari sono evidenti a tutti: l’anello fognario, che peraltro non copre l’intera costa, va riparato.
Servono poi nuove stazioni di pompaggio, e l’agricoltura deve ridurre l’uso di prodotti chimici e fertilizzanti.
Le troppe abitazioni non connesse alla rete fognaria vanno dotate urgentemente di un sistema di trattamento delle acque decentralizzato ma non autogestito, e necessariamente posto sotto un controllo delle autorità pubbliche.



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Leonardo Bertolli
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