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Al Teatro Comunale di Bologna Fura dels Baus

February 14 2017
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“El amor brujo” di Manuel de Falla, al 14 al 19 febbraio 2017

“El amor brujo”, flamenco e incantesimi firmati La Fura dels Baus
Al Teatro Comunale di Bologna, dal 14 al 19 febbraio 2017.

“El amor brujo”, flamenco e incantesimi firmati La Fura dels Baus
"El amor brujo"

La stagione di Danza 2017 del Teatro Comunale di Bologna si apre martedì 14 febbraio alle 20.00 con il balletto "El amor brujo" (“L’amore stregato” in italiano) di Manuel de Falla, nella versione coreutica firmata dalla famosa compagnia catalana La Fura dels Baus.
Realizzato dal TCBO in coproduzione con il Festival Internazionale di Musica e Danza di Granada e il Teatro Municipal di San Paolo del Brasile, lo spettacolo sarà replicato per due serate, mercoledì 15 e giovedì 16 febbraio, sempre alle 20.00, e per tre pomeriggi, venerdì 17 e sabato 18 alle 18.00 e domenica 19 alle 15.30.

“El amor brujo” è il lavoro più conosciuto di Manuel de Falla, quello più rappresentato. Ѐ composto su libretto di Gregorio Martínez Sierra, o per meglio dire su libretto firmato Sierra, perché la vera autrice del libretto è una donna, Maria de la O Lejarraga, che firmava i suoi lavori con il nome del marito. Questo fatto ha molto colpito Carlus Padrissa, che ha curato la regia dell’Amor brujo e indagato sul parallelismo tra la vita di Maria de la O e il personaggio principale del balletto, Candela, trovando nella biografia dell’autrice una possibile chiave di lettura dei contenuti del libretto. Da qui il sottotitolo della coreografia, “el fuego y la palabra” (“il fuoco e la parola” in italiano), che segnala il passaggio da un esorcismo che è pratica magica ad uno che si attua attraverso la parola scritta. Fondendo in un unico personaggio la protagonista del libretto e la sua vera autrice, Padrissa ha voluto rendere omaggio alla Lejarraga e alla sua visione della condizione femminile, notevole nel contesto dei primi anni del Novecento. In quegli anni Lejarraga scrive: “Gran parte dell’impunità maschile è dovuta all’ignoranza femminile”.



Il soggetto del balletto è basato su una leggenda popolare, parla dell’amore tormentato tra due giovani, Candela e Carmelo, e di un incantesimo. L’aspetto coreografico si nutre di danze gitane, la parte musicale invece trae spunto dal repertorio storico della musica spagnola, dal canto popolare e dal ritmo dei canti andalusi. Per quanto riguarda il libretto, viene ripresa la sua prima versione del 1915, mentre per la musica questa edizione dell’Amor brujo usa la versione orchestrale del 1925, che sarà eseguita dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e diretta dal berlinese Felix Krieger. L’insieme, in questa suggestiva commistione dei generi e dei linguaggi, tra musica, danza, recitazione e canto, sembra una specie di viaggio nel mondo degli spiriti, dove ritroviamo riti antichi, formule magiche, canzoni d’amore.



“Amor brujo”, esordito oltre un secolo fa, ha alle spalle una tradizione di importanti e grandi allestimenti. La compagnia La Fura dels Baus ha voluto dare una visione ancora diversa, speciale, impostando il lavoro sui quattro elementi naturali: fuoco, acqua, terra e aria. Dal flamenco, che indica l’idea della terra, del nostro essere ancorati alla terra, i ballerini si librano nell’aria, sfidano la legge di gravità (e rendono reale il sogno di de Falla e di Maria de la O che immaginavano i fuochi fatui della grotta degli esorcismi come se fossero dei ballerini). Ovviamente, lo fanno con il supporto di macchine teatrali e palanche, tra proiezioni luminose che attingono alle immagini di repertorio di José Maria del Omar, amico di de Falla, che aveva realizzato molte riprese sulla Granada dell’epoca e sul mondo gitano.



Per questo allestimento, che mescola innovazione e folklore, il festival granadino ha investito molto coinvolgendo diverse istituzioni, teatri spagnoli e stranieri tra cui il Teatro Comunale di Bologna. Oltre agli attori e al corpo di ballo della Fura, lo spettacolo vedrà la partecipazione della “cantaora” flamenca Marina Heredia e del compositore e chitarrista flamenco José Quevedo “El Bola”. “Il rapporto tra flamenco e musica araba - precisa Carlus Padrissa - è lo stesso che hanno due cugini che vivono bene in differenti parti del mondo. Una filosofia musicale e di vita che si condensa ne “El Amor brujo” progettato da La Fura dels Baus. L’opera più universale, brillante e accattivante di Manuel de Falla. Lo conferma il fatto che in essa si realizza armonicamente la sintesi del folklore andaluso, gitano e del flamenco con la musica colta; proprio per questo, un secolo dopo, quest’opera è ancora annoverata tra quelle moderne in virtù delle melodie e delle soluzioni musicali di Manuel de Falla e della storia appassionata scritta da Maria de la O Lejarraga”.







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Maura Capanni
Corrispondente settore cultura - RETERICERCA
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