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Al tempo della guerra del sale - Maria Grazia Orlandini

February 4 2019
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recensione

Voto: 8



Di cosa parla?



Elisabetta è sempre stata innamorata della casa della nonna e dalle dolci colline che la circondano a Vicoforte nel basso Piemonte in provincia di Cuneo e decide, così, di restaurala per andarci a vivere. Durante i lavori esce un manoscritto e una zampa di capra ferrata che erano nascosti chissà da quanto tempo dietro un muro. Incuriosita dall'evento Elisabetta inizia a leggere il manoscritto.

Siamo alla fine del 1600, nel cuore della Guerra del Sale fra i ribelli monregalesi (abitanti di Mondovì) e il Duca Vittorio Amedeo II. Grazie ad accordi vecchi circa tre secoli, la città di Mondovì godeva del privilegio di non pagare le tasse sul sale. Così molte persone commerciavano il prodotto andandolo a reperire nella vicina Repubblica di Genova per poi rivenderlo ai comuni limitrofi. Anche se i guadagni erano piuttosto esigui per molti era l'unico mezzo di sostentamento che avevano.

Miclot è un giovane contrabbandiere di sale e anche lui è un ribelle. Su di lui pende un condanna a morte e siccome l'esercito dei Savoia sta avendo la meglio sui ribelli, decide di abbandonare la sua Vicoforte per rifugiarsi nella Repubblica di Genova da suo cugino a Ventimiglia. Prima di partire fa voto alla Madonna del Pilone che se fosse sopravvissuto alla disavventura sarebbe tornato da lei. Malgrado la sua ritrosia verso la vita di mare, imparerà ad andare in mare per la pesca, a coltivare e commerciare i prodotti tipici della Liguria. La sua vita diventa una sorta di avventura, si sposerà, ma presto diventerà vedovo, partirà per la Spagna a Cadice alla ricerca di nuove opportunità commerciali, si innamorerà nuovamente e poi ritornerà a Ventimiglia. Fra alti e bassi e nasate contro il muro come solo la vita ti sa regalare, imparerà a stare al mondo e a cavarsela con le proprie forze. Intanto il tempo passa, e lui di volta in volta riceve aggiornamenti da suoi vecchi compaesani di Vico, che incontra per caso.Scopre così la triste realtà che molti suoi concittadini sono morti impiccati, che altri sono stati deportati a Vercelli, che sua madre in quei territori è morta di stenti. Ma un giorno forse un giorno Miclot avrà l'opportunità di tornare e mantenere fede al suo voto alla Madonna del Pilone.





Commento



Il libro narra vicende di un periodo che per molti è sconosciuto. La guerra del sale è uno di quegli eventi che ha scosso per circa vent'anni il territorio di Mondovì, nel basso Piemonte, e dei suoi cittadini, i monregalesi. Da un lato i ribelli monregalesi dall'altro i Savoia. Si sa poco di questo periodo storico perchè fino al 1945 era vietato riportare sui libri di storia eventi che avessero a che fare con le ribellioni contro la monarchia dei Savoia.

L'autrice ha fatto un grandissimo lavoro di ricostruzione storica. Non descrive solo il territorio del monregalese ma anche quello di Ventimiglia raccontandone gli usi, i costumi, l'economia, la società e i piatti tipici dell'epoca. Non mancano neppure riferimenti al dialetto piemontese e a quello ligure. La ricchezza di questi aspetti basterebbe da sola per rendere interessante la lettura del libro. Ma è la storia stessa delle vicende del giovane Miclot a essere davvero bella e avvincente. Anche se si parla di un periodo storico molto triste dove sono avvenute deportazioni e impiccagioni, la decisione di ambientare la vicenda del protagonista a Ventimiglia, lontano da quei fatti, rende particolarmente colorato il romanzo. Quella di Miclot è quasi una storia di formazione, di un giovane mulattiere montanaro che si è dovuto reinventare la vita. Di un giovane che appunto preso dagli entusiasmi della giovane età inciamperà più volte nella sua esistenza ma che alla fine riuscirà a risollevarsi e a trarne il giusto insegnamento. Si mischiano così commerci, affari, amori e intrighi. E' la storia di un uomo, partito giovane per tornare adulto ed essere pronto per una nuova vita.

L'autrice è, poi, molto brava a far correre quella suspense necessaria a farti girare la pagina per scoprire come è andata a finire.

Infine ad arricchire il romanzo, l'appendice dove vengono raccontati e spiegati gli eventi storici della Guerra del Sale,c'è un folto elenco di cognomi monregalesi presenti nel Vercellese per effetto delle deportazioni, sono presenti inoltre numerose immagini storiche.

Un libro che consiglio per scoprire un periodo storico piuttosto sconosciuto e per la storia avvincente del protagonista.

Ah, ricordate la zampa di capra ferrata che vi ho citato all'inizio? Avete idea del perché ci fosse un simile oggetto assieme a una pergamena? Bhe leggetevi il libro, ne rimarrete meravigliati.






Citazioni:



Una cosa Miclot dalla vita aveva imparato: dovunque gli affari sono affari





Giudizio finale:



TRAMA: 10

STILE NARRATIVO: 8

SUSPENSE: 7,5

EFFETTO SORPRESA: 7

PERSONAGGI: 7

DIALOGHI: 8



Media: 8



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FONTE ARTICOLO
Simone Bolassa
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