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Antonio Rezza chiude la IV edizione di SOS Arezzo Cabaret
Pubblicato il 20/08/2010 |
da
Cristina Ricci
Il performer di Novara dopo vent'anni torna ad Arezzo con Pitecus
Pitecus é uno spettacolo crudele e delicato, analizza i comportamenti umani dal di dentro e li stronca dal di fuori, mette in berlina chi agisce e chi subisce azioni. Attraverso l’uso dei quadri di scena i personaggi, facendo capolino dalle varie fessure, si moltiplicano ed alternano e, quando si é in tanti, si é sicuramente più cattivi. L’allestimento, di stoffa è una barriera sottile che scorre sul palcoscenico come una pellicola senza movimento. I personaggi si affacciano dalle aperture dei quadri di scena e, chi si affaccia, non é mai completamente innocente. Pitecus è lo spettacolo che dal 1995 Antonio Rezza porta in giro per l'Italia e che riporta Antonio Rezza dopo quasi vent'anni ad Arezzo. Il performer anarchico e amabilmente scorretto di Novara, con la scenografia della scultrice Flavia Mastrella salirà sul palcoscenico della IV edizione di SOS Arezzo Cabaret domani, sabato 21 agosto, alle ore 21,15 (Cortile del Palazzo Comunale di Arezzo - ingresso € 10). Il Festival dedicato alla comicità che in questi giorni ha riscosso grande successo sia di pubblico che di critica saluta l'edizione 2010 con Antonio Rezza un ragazzaccio scalmanato, classe 1965, un vero animale da palcoscenico, traboccante, irruento, sciabordante, adrenalinico. Lo spettacolo racconta storie di tanti personaggi, un andirivieni di gente che vive in un microcosmo disordinato: stracci di realtà si susseguono senza filo conduttore, sublimi cattiverie rendono comici ed aggressivi anche argomenti delicati. Non esistono rappresentazioni positive, ognuno si accontenta, tutti si sentono vittime, lavorano per nascondersi, comprano sentimenti e dignità, non amano, creano piattume e disservizio. I personaggi sono brutti somaticamente ed interiormente, sprigionano qualunquismo a pieni pori, sprofondano nell'anonimato ma, grazie al loro narcisismo, sono convinti di essere originali, contemporanei e, nei casi più sfacciati, avanguardisti. Parlano un dialetto misto, sono molto colorati, si muovono nervosi e, attraverso la recitazione, assumono forme mitiche e caricaturali, quasi fumettistiche. Antonio Rezza è performer, guai a qualificarlo attore, che porta avanti un tipo di teatro che sa essere comico, delicato e “bambino” ma al tempo stesso “feroce” nel denunciare la vuotezza del mondo razionale facendo venire alla luce quei pensieri inutili che poi sono alla base della vita quotidiana.
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“Pria che l'uomo canti due volte e rinneghi il suo spirito libero, lì, a contatto di gallo, l'uomo alzerà gomito e cresta e cozzerà le sue basse ambizioni contro un soffitto di inutile speranza”
Info e prenotazioni c/o Officine della Cultura 0575/27961- www.sosarezzocabaret.blogspot.com.
Link:
www.sosarezzocabaret.blogspot.com
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