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Appuntamento a Venezia per i maggiori esperti di sostenibilità forestale

November 27 2018
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Si tiene a Mestre-Venezia, dal 26 al 30 novembre presso l’hotel NH Venezia Laguna Palace il periodico meeting del Board of Directors di FSC® International. Al centro dei lavori: il ruolo delle foreste nell’equilibrio naturale e le opportunità legate a questa risorsa.

Pulserà in terra veneziana il cuore verde delle foreste del mondo. Si terrà infatti a Mestre l’importante Board of Directors di FSC International, l’incontro periodico dei vertici del Forest Stewardship Council®, ossia l'organizzazione internazionale non governativa, indipendente e senza scopo di lucro, che dal 1993 promuove in tutto il mondo la gestione responsabile di foreste e piantagioni.

L’appuntamento è particolarmente significativo in quanto vedrà riunirsi all’hotel NH Venezia Laguna Palace (Viale Ancona 2 a Mestre) dal 26 al 30 novembre i maggiori esperti mondiali di gestione forestale responsabile. Arriveranno infatti dal Brasile, dall’Indonesia, dai Paesi Bassi, dagli Stati Uniti, dalla Germania, dal Canada, dall’Ecuador, dalla Malesia, dall’Uruguay e dalla Svezia i 12 membri del Board of Directors di FSC International: eletti ogni quattro anni, sono quattro per ciascuna delle tre camere di cui si compone la ONG - ambientale, sociale, economica – e rappresentano equamente sia il Nord che il Sud del mondo. Fra loro, anche la presidente del Board di FSC International, l'indonesiana Rulita Wijayaningdyah (segno della priorità alla parità di genere che caratterizza la ONG): sindacalista, sta spendendo la sua vita contro la deforestazione selvaggia del suo Paese, le cui foreste pluviali sono state distrutte per far posto a immense coltivazioni di olio di palma. A Mestre ci sarà anche Kim Carstensen, Direttore Generale di FSC: danese, proviene da una lunga esperienza come consulente sui temi dello sviluppo sostenibile e della green economy e in WWF international, dove si è occupato dell’azione globale sui cambiamenti climatici. I membri del Board provengono da contesti molto differenti e sono chiamati a rappresentare organizzazioni non governative ambientali e sociali, organizzazioni forestali e del commercio del legno, organizzazioni legate alle comunità locali o indigene, rivenditori e produttori, organizzazioni per la certificazione forestale, ma anche proprietari individuali e parti interessate. 



Fra gli argomenti principali che saranno trattati durante i cinque giorni di lavori in terra veneta, c’è il tema dei servizi ecologici che le foreste possono garantire. Sempre più, infatti, il tema della gestione responsabile del patrimonio forestale va oltre gli utilizzi più conosciuti degli alberi, ossia la produzione di carta e legno, e tocca aspetti quanto mai importanti, tenuto conto il problema del cambiamento climatico provocato dal riscaldamento del Pianeta: si tratta di tutti questi servizi che un bosco spontaneamente più offrire, come lo stoccaggio del carbonio, la prevenzione del dissesto idrogeologico, la ricarica delle falde acquifere, la preservazione della biodiversità. Servizi che oggi possono trovare anche una quantificazione e una valorizzazione economica, grazie al nuovo strumento del PES (Pagamento dei Servizi Ecosistemici).

I lavori del Board seguiranno un approccio partecipativo: lunedì 26 pomeriggio è previsto infatti l’incontro con gli stakeholder italiani: organizzazioni, produttori e rivenditori e partner di FSC. Infine, nel corso dei cinque giorni di lavori, i partecipanti visiteranno anche due delle esperienze di gestione forestale responsabile fra le più significative e innovative in Italia. La prima è il bosco urbano di San Donà di Piave, gestito dall’Associazione Forestale di Pianura (AFP) che riunisce enti locali del Veneto Orientale col fine di valorizzare e monitorare l’offerta di servizi ecosistemici attraverso la gestione comune e condivisa di foreste e pinete litoranee, promuovendoli con forme di turismo “slow”.

La seconda sarà il Bosco Limite di Carmignano di Brenta (Padova) dove è stata sviluppata una foresta con 2.300 alberi per aumentare la fauna e la disponibilità delle risorse idriche a pochi passi dal fiume Brenta, in un'area fino a 20 anni fa coltivata a mais. Un modello altamente replicabile e che consente ai proprietari di aree agricole di generare redditi maggiori rispetto a coltivazioni convenzionali come mais e soia. Nell'ambito di questo progetto, Etifor, spin-off dell'Università di Padova, ha strutturato i pagamenti per i servizi idrici di ricarica della falda, i servizi ricreativi per la popolazione locale, i pagamenti per la biodiversità e la riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

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