ECONOMIA e FINANZA

Assegni dormienti: più di 600 Milioni

October 8 2019
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Recentemente la Corte dei Conti ha pubblicato un report sui titoli di credito dormienti, cioè titoli come Assegni e Polizze non riscosse dai beneficiari, in appena 10 anni lo stato italiano ha incassato 600 milioni di euro derivanti dai titoli dormienti

La Corte dei Conti recentemenre ha diffuso alcuni dati sui cosiddetti "Titoli Dormienti" cioè quei titoli di credito come Polizze, Assegni Circolari, Bancari e Postali, che non vengono riscossi dai legittimi beneficiari una volta scaduti entro il termine previsto dalla legge, cioè 3 anni.

I dati diffusi riguardano le transazioni evvenute dal 2010 ad oggi (7 anni) e secondo il report lo stato avrebbe incassato 634 milioni di euro grazie alla mancata riscossione di questi titoli di credito non incassati dai legittimi beneficiari, le somme infatti, per legge finiscono nelle casse dello Stato se non vengono riscosse entro i tre anni dall'emissione del titolo, un bella somma che lo stato incassa senza fare praticamente nulla.

Se in 7 anni lo stato ha incassato più di 600 milioni di euro in 10 anni il tesoretto aumenta fino a 2 miliardi di euro, a dirlo è sempre il rapporto pubblicato dalla corte dei conti, di questa somma solo una piccola parte è tornata ai legittimi proprietari, infatti trascorsi i 3 anni, le somme come detto vanno allo stato, ma il titolare di quella somma ha fino a 10 anni per poter rientrare delle somme in possesso dello stato.

La Corte dei Conti nella sua approfondita relazione ha anche analizzato da quali fonti provengono queste cifre non riscosse, dal 2008 ad esempio, ben 320.346.684 euro provengono dalle polizze che non sono state riscosse, 258.358.000 arrivano invece dagli Assegni che come detto coprono meno della metà della cifra totale, si tratta di assegni circolare e non utilizzati ad esempio come cauzioni in aste, poi non riscosse, o come depositi a garanzia di danni, salvo poi non essere incassati.

Va anche ricordato che l'attuale legge impone agli intermediari, cioè banche e poste, entro 180 giorni dallo scattare della "dormienza", l'obbligo di informare i clienti che sono titolari di polizze di assegni mediante una raccomandata che va inviata all'ultimo indirizzo di residenza conosciuto ma a distanza di anni, o in caso di morte, le banche si trincerano dietro la difficoltà tecnica di effettuare la ricerca e spesso la prescrizione finisce per essere disattesa, per la felicità delle casse dello stato.



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