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Associazione veneziana albergatori: piena solidarietà e condivisione alle scelte adottate da Federalberghi
Pubblicato il 27/01/2011 |
da
Micaela Scapin
Bonacini, presidente dell’Associazione veneziana albergatori, paventa e teme "una Venezia" semideserta: "Niente prenotazioni per il 17 marzo 2011, giorno in cui si festeggia l’Unità d’Italia”
"Speriamo che non sia la “prova generale” di come sarà la città e di come si trasformeranno gli alberghi se questa imposta sul turismo dovesse passare". Vittorio Bonacini, presidente dell’Associazione veneziana albergatori paventa e teme una Venezia semideserta, alberghi, già in ginocchio a causa della crisi, snobbati da turisti che sceglieranno altri Paesi a tariffe più convenienti. “E’ ciò che accadrà se la tassa di soggiorno verrà approvata”.
"Siamo solidali alle scelte adottate da Federalberghi nazionale per contrastare la paventata introduzione alla tassa di soggiorno." Vittorio Bonacini, assicura lo stato di agitazione degli albergatori associati all'Ava così come richiesto da Fedralberghi nazionale. “Se sarà necessario il 17 marzo, giorno della celebrazione dell’Unità d’Italia, non accetteremo nessuna prenotazione. Abbiamo già provveduto ad inviare una mail informativa agli albergatori per sensibilizzarli sulla questione e abbiamo ricevuto l’appoggio di molti associati. Siamo disposti a scendere in piazza così come ci richiede il nostro Presidente Bernabò Bocca. Nei prossimi giorni sarà avviata una campagna di sensibilizzazione per far capire ai cittadini il perché di questa mobilitazione generale. Sarà una campagna locale che si unirà a quella delle altre associazioni di tutta Italia per raggiungere tutto il territorio nazionale”.
Bonacini spiega che la tassa di soggiorno, in un momento di crisi economica internazionale e di particolare difficoltà per il comparto, rappresenta un grave errore. “I turisti già pagano per la Ztl e l’aumento dei biglietti del servizio pubblico. In questo modo il Governo rischia di mettere in ginocchio i 34mila alberghi italiani e le 450 strutture che sono associate all’Ava”.
“Speriamo – conclude Bonacini – che prevalga il dialogo e la logica della concertazione evitando così di dover ricorrere ad azioni eclatanti in un momento in cui l’immagine dell’Italia è già debole in tutto il mondo”.
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