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Class CNBC, Elisabetta Ripa: Italia tra sostenibilità e digitalizzazione con Open Fiber

April 8 2021
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Elisabetta Ripa a Class CNBC: il valore della digitalizzazione per lo sviluppo del Paese e iI punto sul piano di Open Fiber per cablare milioni di abitazioni in fibra FTTH

Portare la fibra in tutto il Paese, anche nelle aree cosiddette “a fallimento di mercato”, significa anche recuperare gli anni persi sul fronte degli investimenti in infrastrutture digitali: l’intervista per “Numeri 1” di Class CNBC a Elisabetta Ripa, AD di Open Fiber.

Elisabetta Ripa: Open Fiber al lavoro per garantire una connessione stabile, veloce e prontamente reattiva

I vantaggi della fibra ottica, il digital divide, il modello wholesale only e l’ecosostenibilità sono alcuni dei temi su cui si è espressa Elisabetta Ripa, Amministratore Delegato di Open Fiber, rispondendo ai giovani studenti che, coadiuvati da Andrea Cabrini, l’hanno intervistata nel corso di “Numeri 1”, format di Class CNBC. “In Italia gli investimenti in infrastrutture digitali hanno per decenni lasciato spazio allo sviluppo di tecnologie su infrastrutture mobili e alla valorizzazione delle vecchie tecnologie in rame”, ha spiegato l’AD di Open Fiber evidenziando come è proprio a partire da questa consapevolezza che quattro anni fa Open Fiber è nata con l’obiettivo di dotare il Paese di una nuova rete di accesso interamente in fibra ottica “recuperando il tempo perso”. Oggi la parola d’ordine è accelerare per fare in modo che l’infrastruttura possa raggiungere il prima possibile le 31 milioni di unità immobiliari del Paese: “Stiamo lavorando su un perimetro di 20 milioni e siamo già oggi oltre i 10 milioni: dobbiamo andare avanti e accelerare”. Nelle grandi città ma anche nei piccoli Comuni. E, come precisa Elisabetta Ripa, sempre più all’insegna dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità. La risposta oggi è l’FTTH, la fibra ottica: una nuova tecnologia “che si sta affermando ovunque nel mondo come nuova modalità di accesso in sostituzione del rame”. Le caratteristiche fisiche di cui dispone consentono la trasmissione dati ad altissima velocità non solo in download ma anche in upload e inoltre, essendo una rete a bassissima latenza, abilita servizi che hanno bisogno di un rapidissimo interscambio con la rete: basti pensare al gaming, alla didattica a distanza, allo smart working, all’e-health. Una “connessione stabile, veloce e prontamente reattiva” che funziona indipendentemente dalle condizioni meteorologiche, essendone meno soggetta rispetto al rame.

Elisabetta Ripa: sostenibilità e innovazione tecnologica, la formula di Open Fiber per il futuro del Paese

Nell’intervista a Class CNBC, l’AD Elisabetta Ripa ha parlato inoltre dell’impegno di Open Fiber nel fronteggiare le sfide del digital divide, non solo un tema di mancanza di infrastrutture, ma anche “un problema di competenze, di cultura del digitale su cui dobbiamo lavorare”. E, parlando dei traguardi raggiunti dalla società su questo fronte e dei prossimi obiettivi, l’AD ha sottolineato come tali interventi richiedano tempo: “Per sostituire reti datate e costruite in molti anni occorre realizzare l’infrastruttura, stendere la fibra e mettere insieme un grande numero di autorizzazioni che coinvolgono molti soggetti”. Oggi “impieghiamo più ad avere i permessi che a realizzare l’infrastruttura”, ha osservato Elisabetta Ripa ribadendo la necessità di semplificare la burocrazia in questa ottica. E sulla sostenibilità, l’AD ha spiegato come per Open Fiber si tratti di un impegno declinabile in più modi: “L’infrastruttura è intrinsecamente sostenibile perché la fibra ottica impiega pochissima energia per cui il livello di emissioni di CO2 che ne deriva è bassissimo”. E soprattutto abilita un modo di vivere sempre più green: anche solo la possibilità di parlare in videoconferenza ad esempio implica di non doversi spostare. Dunque per Open Fiber il green è un valore ma anche un’opportunità: “Lavoriamo dove possibile sfruttando le infrastrutture preesistenti. E non solo impattiamo il meno possibile su collettività e territorio ma facciamo anche prima con le autorizzazioni”.



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