ECONOMIA e FINANZA

Comoli Ferrari fa da tutor alle aziende che faticano a trovare credito

February 6 2017
Scheda utente
Altri testi utente
RSS utente

Comoli Ferrari, leader nella distribuzione di materiale elettrico, dà una mano alle piccole e medie imprese del settore che, dovendo innovare i macchinari, non riescono ad avere finanziamenti dalle banche. Il gruppo sta completando un piano di digitalizzazione 4.0. Conclusa l'acquisizione del gruppo Mauri

Novara
Il maggior problema delle aziende che vogliono essere competitive e al passo con le richieste del mercato è di poter innovare in continuazione. Una difficoltà che non nasce da una pigra strategia industriale, ma dalla difficoltà di accedere al credito. Sempre più le imprese si scontrano con la chiusura delle banche che, pur essendo piene di liquidità (frutto del Quatitative Easing della BCE), continuano a tenere i cordoni della borsa stretti. Il risultato è che gran parte delle aziende italiane utilizza macchinari obsoleti.

E qui è entrata in gioco Comoli Ferrari, leader nel settore della distribuzione di materiale elettrico, che ha avviato con successo un piano di "tutoraggio" per le imprese che vogliono innovare ma hanno difficoltà a ottenere finanziamenti dalle banche. Comoli Ferrari, forte di un prestigio e una solidità economica riconosciuta, sta infatti svolgendo un'azione di "garanzia" e supporto nel rapporto tra imprese del settore e istituti di credito.

Da un'indagine dell’UCIMU, l'associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot, automazione e di prodotti a questi ausiliari, emerge che l’80% delle aziende italiane utilizza macchinari ormai vecchi che sarebbero da sostituire. Comoli Ferrari sta così dando un forte contributo all'innovazione del settore e aiutando a facilitare l'erogazione di quel carburante della crescita che si chiama credito. Non solo. Sta anche completando un piano di digitalizzazione dell'industria 4.0.

Inoltre, questo campione del made in Italy ha messo a segno un altro colpo nel piano dell'espansione con la conclusione dell'acquisizione del gruppo Mauri. Dal momento che i due gruppi industriali si completano a vicenda, questa rappresenta un’operazione strategica. Mauri porta in dote un fatturato annuo di 90 milioni di euro e 26 filiali in Emilia-Romagna e nell'est Lombardia, oltre a 280 dipendenti. In questo modo Comoli Ferrari va a coprire in modo capillare il Nord e il Centro Italia (comprese Emilia e Toscana), mentre nel Veneto l’espansione verrà completata nell’arco dei prossimi anni (ora possiede un solo punto vendita a Verona).

Oltre all'espansione geografica, l'acquisizione rappresenta un incremento del know-how grazie alle nuove tecnologie: dall'automazione ai sistemi antifurto, dal fotovoltaico alla domotica per la casa e all'illuminazione intelligente delle strade nelle smart cities. Tutti prodotti ad alta specializzazione che arricchiscono il brand made in Italy facendolo diventare più competitivo in Europa e conferendo quindi a Comoli Ferrari il format di una multinazionale tascabile del settore.

Basta guardare ai numeri dei dipendenti. L'azienda di Novara ha aggiunto ai suoi 600 dipendenti i 280 del gruppo Mauri. Una fusione, quindi, che non nasce da dolorosi ridimensionamenti dell'organico, come avviene spesso nelle acquisizioni. Paolo Ferrari, amministratore delegato di Comoli Ferrari, sottolinea che «non ci sono stati licenziamenti» e che «avendo ripulito il fatturato dei clienti insolventi per -10 milioni di euro, il 2016 sarà un anno di consolidamento».

L'ad stima di chiudere l’esercizio in corso con un fatturato di poco inferiore al 2015, «perché tutto ciò che è stato perso verrà presto recuperato». Insieme, Mauri e Comoli Ferrari hanno un fatturato 2015 di 375 milioni di euro, contano 114 filiali in Italia e 1.000 dipendenti tra diretti e indiretti.

Licenza di distribuzione:
© Pensi che questo testo violi qualche norma sul copyright, contenga abusi di qualche tipo? Leggi come procedere