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Connexia con l’Università di Berkeley per la Open Innovation di NAOS

June 13 2019
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Prosegue ambiziosa, con il coinvolgimento del prestigioso ateneo americano, l’attività di Connexia per la Digital Transformation di Naos South and Western Europe

NAOS, multinazionale dello skincare attiva in 100 paesi, già da qualche tempo impegnata nel percorso di evoluzione in una customer-centred organization, intensifica l’azione di trasformazione digitale dei propri processi interni con il supporto del team Innovation di Connexia.

All’elaborazione di un percorso articolato di data strategy, envisioning e trasformazione della cultura organizzativa, in grado di definire la roadmap di trasformazione dell’organizzazione in una data-driven company animata da una solida cultura del dato, NAOS aggiunge l’esplorazione degli approcci propri della Open Innovation.

A supporto della scelta strategica di NAOS interviene il gruppo Innovation di Connexia, guidato dal Chief Innovation Officer Italo Marconi e coadiuvato dal Client Director Roberta Croce, inaugurando una stretta collaborazione con Chiara Eleonora De Marco del Garwood Center for Corporate Innovation dell’Università di Berkeley, ateneo in cui è nato, grazie agli studi di Henry Chesbrough, il concetto di «innovazione aperta».

Contrariamente a quanto previsto dal processo classico di innovazione e sviluppo di nuovi prodotti e sistemi produttivi organizzati, l’Open Innovation parte dal presupposto che le idee - per nuovi prodotti, servizi o modelli di business - possano provenire dall’interno come anche dall’esterno di ciascuna organizzazione.
Secondo quanto teorizzato da Henry Chesbrough: “L'Innovazione Aperta è un paradigma che afferma che le imprese possono e debbono fare ricorso a idee esterne, così come a quelle interne, ed accedere con percorsi interni ed esterni ai mercati, se vogliono progredire nelle loro competenze tecnologiche”. L’innovazione aperta è, dunque, un processo di innovazione distribuito basato su flussi che, se opportunamente indirizzato e gestito, valica i confini delle organizzazioni, avvalendosi di meccanismi pecuniari e non pecuniari, in linea con il modello di business dell’organizzazione stessa.

Secondo le culture improntate alla Open Innovation, esistono persone e soggetti “smart” anche al di fuori dell’azienda, dai quali quest’ultima può trarre vantaggio. Lo stesso può avvenire anche con attività di ricerca e sviluppo originate da individui, centri di ricerca o startup, sempre esterni all’organizzazione aziendale.
Il valore per l’azienda può, dunque, essere generato dai dipendenti, ma anche da aziende di altri settori, e persino dai competitor.

“La Open Innovation, approccio di cui Procter & Gamble è stata una dei pionieri, rappresenta un metodo sempre più diffuso anche in Italia. – sottolinea Italo Marconi, Chief Innovation Officer di Connexia – Si pensi, per esempio, all’inedita “innovability” coniata da Enel, che colloca questi processi nell’alveo dei concetti di innovation e sustainability.
Connexia sta interpretando la Open Innovation con particolare e originale attenzione all’innovazione dei modelli di business, dei modelli di servizio, delle tecnologie e delle modalità di relazione con i consumatori e con i dipendenti dell’azienda”.

Pragmatismo, immaginazione ed efficacia caratterizzano l’approccio all’innovazione di Connexia.
Il gruppo di lavoro interdisciplinare dell’agenzia, costituito da esperti di business, di design e di tecnologia, opera con il top management del cliente per analizzare l’attuale propensione di NAOS all’innovazione aperta e definire un toolbox di azioni concrete necessarie a determinare il cambiamento dell’organizzazione.
“La ricerca e la cultura che si sviluppano esclusivamente all’interno dei confini dell’azienda non sono più sufficienti per creare valore. – commenta Denis Balbo, Regional Head of Digital Brand Strategy di NAOS – Grazie alla rete, conoscenza e innovazione viaggiano a una velocità sempre maggiore. Anche e soprattutto per questo motivo diventa fondamentale, all’interno di un percorso di trasformazione e con un importante focus sull’evoluzione della cultura delle persone e dell’organizzazione, aprire e aprirsi a nuovi modelli, che consentano un più rapido accesso alle informazioni e all’evoluzione che il mercato propone.”




NAOS
L'ecobiologia è il cuore dell'approccio NAOS, per preservare al meglio l'ecosistema della pelle e rafforzarne i suoi meccanismi naturali di funzionamento. Da questa idea sono nati i marchi Bioderma, Institut Esthederm ed Etat Pur, la cui mission contribuisce all'ambizione più ampia di NAOS. Società che prende inspirazione da una dichiarata utopia umanistica - il modo di guardare il mondo, il costante desiderio di mettere in discussione e sfidare lo status quo per costruire un futuro che non dimenticherà mai il suo fine ultimo: l'umanità -, operativa in 100 paesi e ancora fieramente indipendente, NAOS ha l'ambizione di diventare globalmente noto per il valore universale e l'originalità del suo approccio. Per raggiungere questo obiettivo, NAOS lavora per estendere il proprio campo d'azione da Skincare a Human Care (Salute, Bellezza, Benessere). www.naos.com

Connexia
Connexia è la prima data driven agency con una mission precisa: pensare e sviluppare progetti di marketing e comunicazione che uniscano dati, strategia, creatività e tecnologia.
Con un team di 125 consulenti, appassionati esperti di comunicazione, Connexia racconta idee e valori di brand costruendo esperienze uniche e coinvolgenti, che vivono su ogni canale e coprono l’intera filiera del processo di comunicazione. Tutti i progetti di Connexia seguono l’approccio data-driven, per ideare percorsi di comunicazione creativi che sappiano catturare l’attenzione sempre e dovunque.
E diventare memorabili. www.connexia.com



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