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Contro Luca

January 22 2018
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Moralismo e opportunismo nel Terzo Vangelo

Contro Luca
Moralismo e opportunismo nel Terzo Vangelo

Con lo pseudonimo di Mikos Tarsis, Enrico Galavotti, ha pubblicato studi e ricerche di rara accuratezza storica e culturale: Io, Gorbaciov e la Cina, Le fronde perdute e Liriche giovanili presso l'editrice Diderotiana di Torino. Pescatori di favole. Le mistificazioni nel vangelo di Marco presso Limina Mentis. È ora in stampa, con Bibliotheka Editore, Amo Giovanni. Il vangelo ritrovato.

Gli studi di Gavalotti emergono per l'originalità e l'attualità delle tematiche. Nel complesso si delineano come un'analisi dilatata e ampia nell'ambito di una spiritualità che l'autore definisce laica. Laica non vuol dire senza un Dio; Pasolini aveva una profonda coscienza del Sacro, svincolata però dalla storia teologica e libera dai tegumenti istituzionali. Una religiosità immanente e non trascendente, squisitamente filosofica; una morale scevra dai moralismi, l'etica alleggerita dalla politica di partito. E' in quest'ordine di idee che si intreccia il nuovo libro di Mikos Tarsis, Contro Luca.

Ma l'autore va anche oltre e ritorna alle origini; dalla prefazione leggiamo: “Chi rappresenta Luca? Solo l'autore del terzo vangelo? No. Se fosse solo questo, non sarebbe valsa la pena scrivere un libro del genere. Rappresenta invece le posizioni moralistiche, sul piano personale, e opportunistiche su quello politico, che impediscono di credere in un mutamento significativo della realtà; quelle posizioni che non aiutano a sperare, ma solo a illudersi che si possa vivere dignitosamente anche senza far nulla, o quasi nulla. Di qui l'esigenza d'essere espressamente "contro". E siccome Luca, di tutti gli evangelisti, è quello più vicino al mondo greco-romano, che non è molto diverso dal nostro, è soprattutto la sua filosofia di vita che bisogna cercare di superare. In particolare qui si è tentato di capire perché il suo moralismo e il suo opportunismo favoriscono la conservazione dello status quo. Non si è perso tempo a dimostrare che tutto quanto Cristo ha fatto di "sovrumano" è storicamente insostenibile. Lo si è dato per scontato. E questo sicuramente non piacerà agli esegeti confessionali. D'altra parte anche quelli che non lo sono, diranno che, allo stato attuale delle fonti, così fortemente tendenziose, una lettura alternativa è "vanità delle vanità"

Argomenti attualissimi in un clima culturale nel quale la laicità dello Stato si presenta determinante nel contesto europeo. Ci sono malattie che parassitano l'organismo e sono devastanti. Anche gli Stati si ammalano. I tumori si infiltrano nelle istituzioni e fanno in modo che i farmaci curino il sintomo, non la malattia. Questi neoplasmi non uccidono immediatamente il corpo, lo tengono in vita; indeboliscono l'apparato e rinforzano il parassita. Più la malattia si infiltra, più lo Stato deperisce; il sistema rimane attivo ma funziona male. L'Italia è un Paese storicamente malato. I rimedi sono placebo e i placebo sono pericolosi. Il cancro italiano ha una indecorosa storia politica e culturale alle spalle; le metastasi sono ovunque e la colonizzazione è in atto. La prima regola per curare un ammalato è che l'infermo riconosca l'anomalia; ma ad oggi non ci sono le premesse e il paziente rifiuta la terapia.

Contro Luca, moralismo e opportunismo nel Terzo Vangelo, di Mikos Tarsis.
Da gennaio nelle librerie, anche online

Roberta, per manoscrittiebook
sito web https://manoscrittiebook.weebly.com/



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