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Il furto di informazioni aziendali
Pubblicato il 28/07/2010 |
da
Fabrizio Bugli
La tutela del knowhow tecnologico contro il furto di informazioni strategiche è l'oggetto della legge 124/2007.
Come evidenziato recentemente da un articolo del Sole 24 Ore (25 luglio 2010) a firma Giuliano Amato, la cultura della security aziendale è uno dei temi nevralgici per il buon andamento di una società e per la protezione del proprio patrimonio tecnologico.
Sempre più aziende, infatti, investono nella sicurezza informatica, con il preciso fine di tutelarsi dal furto di informazioni coperte da brevetti, segreti industriali, portafoglio clienti e, in generale, di tutta quella ricchezza "astratta", ma dai risvolti assolutamente pratici, che le rendono vincenti.
E' notizia recente il fatto che il governo italiano (con l'ente AISI) abbia messo sotto tutela un centinaio di piccole e medie imprese per proteggerle dal furto tecnologico.
Lo strumento migliore per prevenire questo genere di perdite è quello di affiancarsi a parter all'avanguardia come Cleis Security, in grado di elaborare soluzioni progettuali che minimizzino la possibilità di compiere furti informatici da parte di concorrenti (il classico spionaggio industriale), collaboratori infedeli o dipendenti scontenti (il cosiddetto white collar crime).
E' talvolta molto semplice, per questi soggetti, sottrarre dati dalle reti aziendali attraverso periferiche USB, allegati di posta elettronica non controllata o addirittura con l'introduzione nella rete aziendale di computer non autorizzati, che si comportano da "ponte" verso l'esterno concedendo accesso ai complici; pertanto l'infrastruttura informatica va tenuta sotto controllo e vanno realizzati security assessment per verificare precisamente il proprio grado di sicurezza, nonché valutare il Return On Investment per apportare le dovute migliorie.
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