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CONSIP pretende ed accetta sconti inspiegabili sulle forniture alle Pubbliche Amministrazioni
Pubblicato il 29/07/2010 |
da
Giorgio Bolesan
Inspiegabile e inammissibile moltiplicazione dei costi per i Commercianti coinvolti nel sistema del servizio sostitutivo di mensa a mezzo Buoni Pasto. Per noi Commercianti non sono più "buoni", sono "cravatte"!
AIPE – Comunicato stampa n.° 11
A.I.P.E. - Associazione Italiana Pubblici Esercizi e Commercianti coinvolti nel servizio sostitutivo di mensa a mezzo Buoni Pasto.
Consip aggiudica la Gara buoni pasto 5
Elevati sconti per lo Stato, future gabelle per gli esercenti!
Genova, 29 Luglio 2010 - Consip (società del Ministero dell’Economia e delle Finanze che effettua gli acquisti per la Pubblica Amministrazione) ha aggiudicato la gara per la fornitura dei Buoni Pasto per i dipendenti pubblici. Questa gara, la quinta e con un valore di 820 milioni di euro, è un caso del tutto particolare non solo sul mercato italiano, ma addirittura europeo: un unico compratore con un potere d’acquisto fortissimo in grado di “drogare” il mercato dei buoni pasto incoraggiando la richiesta di sconti pazzeschi da parte degli operatori più spregiudicati.
Anche l’AIPE, Associazione Italiana Pubblici Esercizi, vuole emettere un grido di dolore per questa ennesima vicenda che vede la Pubblica Amministrazione scegliere in base a una logica di massimo ribasso. Gli emettitori aggiudicatari hanno fatto sconti elevatissimi a Consip, e tali sconti saranno sicuramente compensati con nuove gabelle e costi per i poveri esercenti affiliati.
Proprio qui a Genova si canta vittoria sulla stampa locale, ma non si tratta affatto di un successo! Bensì della riconferma di una logica che ha solo portato all’abbassamento della qualità del servizio e a una riduzione dei margini per i ristoratori convenzionati. Gli sconti che la Consip ottiene non sono “gratis”, ma vengono recuperati sul mercato e, in particolare, sulle spalle dei ristoratori, che lavorano e producono.
Sono anni che i cosìdetti “servizi aggiuntivi”, cioè la vendita agli esercenti di servizi di rimborso rapido e conteggio dei buoni, vengono utilizzati come forma di ricavo. Anzi, alcune aziende prive di scrupoli rallentano e complicano volutamente le procedure proprio per poi vendere agli affiliati i suddetti servizi!
“Noi dell’AIPE ci batteremo come sempre per far sentire la voce dei ristoratori e per richiedere l’annullamento di questa gara”, ha dichiarato Giorgio Bolesani - presidente AIPE - ,“la nostra associazione non resterà muta e impotente a guardare. Ci auguriamo che anche il resto del mondo associativo e gli operatori più seri del mercato buoni pasto, vogliano intervenire con forza per dare finalmente una svolta a questo settore. Il buono pasto rappresenta una voce importante per il bilancio dei lavoratori italiani e un sistema che può essere valido anche per gli esercenti, è ora che si disciplini meglio un settore così importante per il nostro paese.”
Ma lo Stato non dovrebbe tutelare gli interessi di tutti i cittadini, invece che badare solo alle proprie economie?
Principii di base delle motivazioni di A.I.P.E.
- L'applicazione di una percentuale (%), che regola i rapporti economici
tra le parti, NON può avere incrementi da 0,5% a 10%, cioè un
incremento del 2.000%! All'incremento sono soggetti i prezzi, le tariffe e
non le percentuali: esse sono appunto espresse in percentuale per
mantenere la proporzionalità nel rapporto economico.
- Il conto del medesimo servizio di somministrazione può essere riscosso in tre modi:
§ contanti;
§ Credit Card e
§ Buono Pasto (Ticket).
Il primo non si discute. Il secondo costa circa il 2% con disponibilità
a 48 ore. Il terzo costa 7/10% con disponibilità tra 45/150 gg.
- L'Authority (istituzione CEE) sulla sorveglianza della libera concorrenza
ha la finalità di favorire il cittadino quale consumatore offrendo la
scelta tra le disponibilità, di beni e servizi, nella ponderazione
prezzo/qualità. La libera concorrenza nel Mercato delle Società Emettitrici i Buoni Pasto, intermediarie del servizio, non offre nessuna qualità, se non quello del tipo di carta, grafica, aspetti cromatici del buono, ininfluenti, ma solo il prezzo, che poi non è quello che deve pagare il consumatore
ma il datore di lavoro che si avvale dell'intermediazione, speculando
sulla libera concorrenza sovrapponendo lo sconto ottenuto al vantaggio
dell'elusione dei costi logistici di una mensa propria.
Chi realmente fornisce il servizio, somministrando cibi e bevande, ossia
l'Oste, ottiene un valore falcidiato dal sistema rispetto al listino prezzi.
Umanamente cercherà una via di ricupero: qualitativa o quantitativa? Forse ........ ambedue.
A svantaggio del lavoratore dipendente/consumatore. Ergo, si trovano
gli effetti completamente opposti alle finalità della tutela sulla libera concorrenza. E/o, ancora, effetti inflattivi.
- Ad esempio di intermediazione e fornitura diretta:
le gare d'appalto delle P.A. (Consip S.p.A. -100% MEF)
- sui Buoni Pasto le offerte hanno sconti dal 14% in su,
- sulla refezione collettiva gli sconti sono dall'1 all'1,5%.
Nel primo caso sono altri, la rete convenzionata, a provvedere, mentre
nell'altro, provvede direttamente l'aggiudicatario.
--
Giorgio BOLESAN
Presidente A.I.P.E.
A.I.P.E. è partner di
CNA Associazione provinciale di Genova
Via S. Vincenzo, 2 - 16121 Genova - Italy
+39 010 545371
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Fax +39 010 54537350
www.cna.ge.it
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