Quando i figli crescono
Pubblicato il 30/07/2010 |
da
Valeria Randone
Un figlio che cresce, rappresenta per il genitore un contenitore di emozioni, miste ad ansie e preoccupazioni per la salute fisica, psichica e relazionale.
La prima fase topica e critica del percorso verso il mondo degli adulti, è rappresentata dalla fase pre-puberale( 9-11 anni per le bambine, 10-12 anni, per i bambini) alla quale seguirà la fase puberale( 14 anni circa), fasi di estrema delicatezza e fragilità psicologica, associate a tumulti dell’anima e del corpo
Un figlio che cresce, rappresenta per il genitore un contenitore di emozioni, miste ad ansie e preoccupazioni per la salute fisica, psichica e relazionale.
La prima fase topica e critica del percorso verso il mondo degli adulti, è rappresentata dalla fase pre-puberale( 9-11 anni per le bambine, 10-12 anni, per i bambini) alla quale seguirà la fase puberale( 14 anni circa), fasi di estrema delicatezza e fragilità psicologica, associate a tumulti dell’anima e del corpo .
Il corpo degli adolescenti, diventa un palcoscenico, dove mettere in scena tensioni, incomprensioni, angosce e bisogno di comunicazione. Il corpo , in questa delicatissima fase della vita, è un corpo che cambia, che vuole essere ascoltato , che grida e che si esprime con una gestualità scarsamente verbale, da decodificare, rispettare e tutelare.
I genitori, spesso continuano a considerare i loro figli come bambini, come se il tempo non passasse e non modificasse il loro sentire. Il corpo e la psiche degli adolescenti, in realtà si modificano rapidamente , andando in contro a notevoli risvolti psicologici ; infatti i ragazzi approdano ad una nuova “maturazione cognitiva”, che porta con sé tanta confusione nei rapporti tra genitori e figli, e tra l’adolescente con se stesso, con la sua psiche in relazione al corpo .
Una delle complicanze di questo rapido sviluppo psico-corporeo è la dismorfofobia, una percezione errata e non consona di alcuna parti del corpo o del corpo nella sua interezza, con una conseguente e disfunzionale attenzione ossessiva.
Mi capita spesso, nella mia pratica clinica, di avere in trattamento adolescenti, con l’errata convinzione di percepirsi grosse e brutte o, con un naso deforme o, ancora con i seni piccoli e poco seduttivi, elementi che nel loro quotidiano diventano ridondanti ed ossessivi, che occupano gran parte dei loro pensieri e , che causano spesso dolorose inquietudini e difficoltà di integrazione nel gruppo dei pari.
Queste tumultuose modifiche, obbligano i genitori ad altrettante modifiche e ristrutturazioni all’interno dei rapporti familiari, i figli vanno considerati adulti o meglio in transito verso una nuova e difficoltosa dimensione dell’esistenza, nutrita da ansie, paure e difficoltà per un corpo che cambia e che diviene richiedente di attenzioni, seduzioni e cure.
Il figlio adolescente è mosso da frequenti ambivalenze, desidera essere autonomo, libero, il contro altare dei modelli genitoriali, ma in realtà, ora più che mai, necessita di essere contenuto, guidato e sostenuto durante questo difficile passaggio di crescita.
Per i genitori immaginare i propri figli sessuati è uno dei primi difficoltosi passaggi associati a questa fase.
La sessualità, associata all’educazione sentimentale e sessuale, và insegnata, supervisionata e fatta vivere in modo semplice, spontaneo, naturale, senza sensi di colpa o rivendicazioni e rappresaglie genitoriali.
Per giovani di oggi ed adulti di domani, consapevoli, responsabili ed il più possibile immuni da malattie sessualmente trasmesse e gravidanze non volute, sarebbe opportuno rendere obbligatorio un percorso di educazione sessuale, che potenziato da un dialogo empatico, autorevole e continuo con le figure genitoriali, dovrebbe assicurare un’educazione emozionale, affettiva e sessuale .
Dottoressa Valeria Randone
Catania
www.valeriarandone.it
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