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Esistenzialismo Cibernetico, arte e filosofia
Pubblicato il 30/07/2010 |
da
Electra Rodham
Il padre del movimento artistico Esistenzialismo Cibernetico, illustra con le sue opere di 40 anni fa la più importante rivista internazionale di Cibernetica.
Ruffo Caselli, caposcuola della corrente artistica Esistenzialismo Cibernetico, è stato studiato dalla più prestigiosa comunità internazionale di cibernetica che ha pubblicato le sue opere, risalenti agli anni ‘70-‘80, per illustrare l’ultimo numero di “Cybernetics & Human Knowing, a journal of second order cybernetics, autopoiesis and cyber semiotics”.
(www.chkjournal.org)
Scrivono: “Le opere d’arte che illustrano questo volume sono del pittore Ruffo Caselli, padre dell’Esistenzialismo Cibernetico. Il suo lavoro interpreta l’affievolirsi dei confini fra la tecnologia e gli umani. Ruffo fonde la conoscenza scientifica e tecnologica con la sua sensibilità artistica, fino al punto di considerare la relazione di un’umanità mutante con la tecnologia che ne pervade l’esistenza”. In copertina, della rivista, un quadro a olio del 1983 intitolato Specchi, rappresenta l’immagine riflessa sugli specchi di eleganti figure formate da microchips.
“Ruffo Caselli, con un percorso narrativo coerente, ha colto la patetica e inconsapevole solitudine dell’uomo moderno. Nelle sue creazioni più recenti-dice Carmen Gallo, la sua curatrice di New York intervenuta a numerose conferenze in Nord e Sud America, -pur continuando la sua riflessione di sempre sulla condizione dell’uomo, ha cambiato forme espressive e colori. Senza mai rinunciare all’ironia e al senso dell’assurdo, dipinge l’uomo computer, il robot, ridotto ormai ad un rottame umano che emerge da uno sfondo a colori cupi, in una società spietata da cui tenta disperatamente di uscire. In alcune opere (Vedi “Com’è come vorrebbe essere”) il robot si confronta con un umano in cui vorrebbe trasformarsi, in altre il Robot, sempre più vicino ad una caricatura umana, osa sognare.
Nel quadro intitolato “Sogno”, due profili, quasi grottesche caricature, emergono dall’ombra in un ripetuto, tormentato, tentativo di avvicinamento. Possiamo pensare che, i suoi ibridi uomo-computer dei decenni scorsi siano mutati in Post-computers, Post-robot”.
Un esame attento delle opere piu’ significative di Ruffo Caselli, e’ stato condotto a New York dal Centro per lo Studio Multidisciplinare dell’Esistenzialismo Cibernetico, (www.cyberneticexistentialism.com) un importante salotto letterario privato, nel centro di Manhattan, dove si riuniscono dietro invito appassionati d’arte e di filosofia per discutere temi attuali.
“Se e’ vero- aggiunge la Curatrice- che per decenni Ruffo si e’ compiaciuto nel presentarci il suo “Uomo-Computer”, non ne e’ mai diventato prigioniero, e come in un caleidoscopio da cui sono emerse infinite, poetiche microchips, tanto amate dalle associazioni cibernetiche americane, la sorpresa che ci riservano le ultime tele e’ proprio quella di una mutazione del personaggio. Mettendo sempre a nudo, pur con raffinato umorismo, le debolezze della natura umana, sembra che gli uomini robot di Ruffo abbiano concluso il loro lungo ciclo evolutivo iniziato negli anni cinquanta e siano diventati dei post-robot, quasi degli umani”.
Link:
Esistenzialismo Cibernetico
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