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   Informazioni sull'autore del testo:
Autore: Viola Dapiaggi
Azienda: ALT - Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari - Onlus
Web: http://www.trombosi.org/


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Comunicato Stampa
Creative Commons - Attribuzione-Non commerciale 2.5
Funzionano i farmaci nella prevenzione della Trombosi?

Pubblicato il 01/09/2010 | da Viola Dapiaggi


Gli studiosi hanno ipotizzato che sia colpa della genetica se alcuni pazienti sembrano resistere all’azione protettiva di determinati farmaci per prevenire la Trombosi. Sarà vero?

Oggi tutto sembra essere responsabilità della genetica: la suscettibilità della pelle al sole, delle arterie all’Aterosclerosi, del cervello alla demenza, la tendenza a diventare alcoolisti o dipendenti dalle droghe.
Importanti investimenti vengono fatti in aziende di tutto il mondo, che mettono a disposizione, anche via internet, kit “fai da te” per verificare se siamo fragili o no nei confronti di alcuni tipi di tumore o delle malattie cardiovascolari.
Ma sarà vero? O stiamo solo cercando di attribuire ad altri (la genetica, cioè i nostri genitori e i nostri avi) la responsabilità degli eventi che ci accadono, anziché alle scelte pericolose che facciamo nello stile di vita di ogni giorno? E per esorcizzare il nostro senso di colpa e la frustrazione di non essere capaci di migliorare le nostre abitudini spendiamo denaro via internet per dare ad altri la colpa che è, invece, per lo più nostra?

Il ruolo della genetica
Il clopidogrel è uno dei farmaci antitrombotici più efficaci nel prevenire le malattie del cuore, del cervello e dei vasi legate ad Aterosclerosi e Trombosi. Assunto alla dose adeguata e tutti i giorni è efficace almeno quanto la buona e vecchia aspirina nel prevenire l’Infarto e l’Ictus in pazienti con precedente Infarto o con fibrillazione atriale. Ma non in tutti: alcuni pazienti sembrano resistere all’azione protettiva del farmaco.
Gli scienziati hanno ipotizzato che questa “resistenza” possa essere legata a un difetto del citocromo, enzima deputato a metabolizzare il farmaco: se difettoso, funziona in modo imperfetto. L’enzima mutato si eredita da uno o da ambedue i genitori.
Gli scienziati hanno quindi analizzato il genoma di 5.059 pazienti con sindrome coronarica acuta (Infarto del miocardio) che assumevano clopidogrel e hanno concluso che l’enzima mutato non sembra rivestire alcuna responsabilità nel determinare l’efficacia o l’inefficacia del farmaco. E lo stesso è stato dimostrato cercando il difetto in 1.156 pazienti con fibrillazione atriale: il farmaco funziona, a prescindere dall’enzima integro o mutato.

Il commento
La dott.ssa Lidia Rota Vender, Presidente di ALT Onlus, ricorda che Ictus, lnfarto, Aterosclerosi, sono malattie cardiovascolari molto diffuse, causate da una squadra di complici e non da un solo killer responsabile: sono tanto più probabili quanti più complici sono presenti contemporaneamente. «Sovrappeso, fumo, diabete, ipertensione, inattività fisica, stress e droghe moltiplicano la probabilità di andare prima o poi incontro a un evento molto drammatico, che tutti quelli che hanno già avuto eviterebbero volentieri, se potessero tornare indietro.
La correzione dei fattori di rischio legati allo stile di vita è fondamentale, se si vuole prevenire non solo il primo evento, ma anche un nuovo incontro, spesso assai più catastrofico del primo. Ma cambiare stile di vita è difficile, perché dipende da noi, non da una pillola: e richiede pazienza, convinzione e perseveranza. Non tutti lo sanno fare, ma molti non ci provano nemmeno».

ALT da oltre 20 anni trasmette al grande pubblico i risultati della ricerca scientifica, informa sull’importanza di uno stile di vita equilibrato e sano, sulla possibilità di rimanere sani a lungo, almeno per quanto riguarda le malattie cardiovascolari, che sono davvero evitabili modificando abitudini pericolose e togliendosi di dosso i chili di troppo.
«Uno stile di vita sano non è necessariamente sacrificato, ma conscio e responsabile, per gli adulti e per i loro bambini, che assorbono come spugne le abitudini dei genitori. Pensiamoci, se non per noi, almeno per loro».


Link: ALT - Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari - Onlus

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