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Omicidio Vassallo
Pubblicato il 09/09/2010 |
da
Luigi de Magistris
la politica onesta bersaglio delle mafie
Il no alla speculazione edilizia a danno delle coste, la difesa del parco naturale dalla cementificazione selvaggia, l’opposizione alla prepotenza dei privati nella riqualificazione del porto, il sostegno alla raccolta differenziata. Per quale di questi motivi è stato assassinato Vassallo, sindaco di Pollica Acciaroli, nel Cilento? La magistratura farà il suo corso chiarendo circostanze, movente, esecutori e mandanti. Ma fin da ora possiamo dire che Vassallo è stato freddato e punito per tutti questi motivi, che tradotti vogliono dire solo una cosa: contrasto alla camorra e alle mafie che tentano di mettere le mani ovunque, Cilento compreso. Un omicidio-esecuzione, come vuole il codice criminale, verso un amministratore che ha fatto della legalità la sua bandiera, governando il suo comune soltanto nell’interesse dei cittadini. Operazione rivoluzionaria, soprattutto in terra di confine come la Campania, che testimonia come la politica onesta si trasformi in un target primario per il crimine organizzato e come l’impegno locale, da parte di sindaci o assessori, possa essere determinante nella guerra senza frontiere ai clan e ai boss. Un’operazione che senza il sostegno dello Stato e del Governo rischia di portare al martirio di chi, coraggiosamente, se ne fa paladino solitario. Oggi infatti sono proprio le amministrazioni locali a gestire una grande quantità di appalti e commesse nei più svariati settori (sanità, edilizia, raccolta dei rifiuti, piani regolatori), diventando oggetto dell’attenzione delle mafie che tentano di avvantaggiarsene economicamente, non disdegnando pressioni e minacce, spesso contando su una politica permeabile che per il consenso e il voto sono pronte a cedere ai desiderata criminali. In Campania certo, in Calabria certo, in Sicilia certo. Ma anche nel Nord industrializzato e finanziario, dove è possibile riciclare denaro sporco in tante attività (Expò compreso), nonostante i falsi proclami leghisti. Ora la risposta a questa morte tragica, perché l’eredità di Vassallo non sia dispersa, spetta alla società ma anche alla politica, nazionale e locale. Perché scelga definitivamente la strade dell’impegno reale contro le mafie: rispetto, da parte dei partiti, del codice di autoregolamentazione etica nella formazione delle liste, cessazione di leggi criminogene come processo breve o intercettazioni, fine della delegittimazione verbale della magistratura o degli scrittori coraggiosi che denunciano i clan e le loro infiltrazioni politico-amministrative-finanziarie, sostegno all’occupazione regolare come presidio di legalità. La campana suona per il centrodestra. Ma anche per il centrosinistra. Diciamo per tutti noi. Luigi de Magistris
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