L'assise mondiale del turismo al Globe 2007
Pubblicato il 26/03/2007 |
da
Carlo Alestra
L'economia turistica come fonte di sviluppo territoriale e culturale.
Con la partecipaziione di Walter Veltroni, sindaco di Roma , i lavori di Globe, Fiera Internazionale del Turismo, entrano nel vivo del programma, un programma fitto di incontri a livelli internazionali.
Dopo l’inaugurazione a cui ha partecipato la vicesindaco di Roma, Maria Pia Garavaglia, l'incontro caratterizzante sia per la qualificata partecipazione dei relatori sia per la tematica dibattuta, è stato il convegno internazionale dedicato al ruolo del turismo, come veicolo di Pace.
L’obiettivo è stato fornire un’analisi ponderata sul ruolo, spesso ambivalente, del turismo, grande strumento di integrazione e comprensione tra popoli, ma a volte anche occasione di sfruttamento umano e ambientale.
A parlarne è stato un panel internazionale moderato dal giornalista del Corriere della Sera, Corrado Ruggeri. Oltre a Walter Veltroni, sindaco di Roma, hanno partecipato Padre Cesare Atuire, direttore generale Opera Roma Pellegrinaggi , Yasmin Abo Loha, Coordinatrice dei Programmi di ECPAT-Italia, Etienne Pauchant, presidente META (Mediterranean Travel Association) , Mr. Nguyen Van Nam, ambasciatore del Vietnam , Martin, Joe Borg Olivier, chairman UFTAA (Universal Federation of Travel Agents Associations), Predrag Matvejevic’, il famoso autore di Breviario Mediterraneo, e Andrew Burroughs, reporter della BBC.
Si è parlato di turismo come realtà industriale complessa, capace di far migliorare le condizioni di vita di paesi che ancora rincorrono lo sviluppo, ma che può anche contaminare e corrompere coscienze e culture. Un tema di grande attenzione, in particolare quando viene riferito al Mediterraneo, dove culture e religioni si sono incontrate ma anche scontrate, e dove ancora faticano a capirsi completamente. Il Mediterraneo, d’altronde, è anche il bacino che nel mondo vanta il maggior traffico di turisti, ma con significati diversi fra le due sponde: rappresenta in media l’8 per cento del Pil per i paesi che si affacciano sulla sponda nord, ossia gli stati del sud Europa, e oltre il 15 per cento per quei paesi che si affacciano sulla sponda sud, ossia il Nord Africa.
Carlo Alestra
|