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Napoli, il ''seme'' degli esordienti

Pubblicato il 30/04/2007 | da Luca Spoldi


Le arti e la cultura continuano a tener banco a Napoli e in Campania, anche se la strada per raggiungere il successo può costare molto più che lacrime, sudore e sangue. Fa scalpore la decisione di un esordiente 39enne, Marco Barazzi ...

Napoli, 30 aprile 2007 – E’ sempre vivo il fermento culturale campano, come dimostra il successo della seconda edizione internazionale di cortometraggi “Corto di Stabia”, con oltre 4mila presenze in quattro giorni di rassegna (vinta da “Due amici” realizzato dagli allievi dell’Istituto Professionale per i Servizi Commerciali e Turistici di Bitonto – Bari) ma l’annuncio del prossimo lancio nelle migliori librerie di “La generazione della vacuità”, opera prima del 39 enne esordiente autore “pulp” napoletano Marco Barazzi (nome de plume di un collega giornalista), dimostra come la strada per il successo imponga ormai molto più del classico binomio “lacrime e sangue”, affiancato da un più insolito “sperma e inchiostro”. Barazzi, raggiunto telefonicamente dopo un curioso comunicato stampa, ha infatti confermato di aver fatto “correggere” col proprio liquido seminale l’inchiostro per la stampa della prima tiratura della sua opera. Una trovata quanto meno insolita persino per chi voglia emergere in un mercato, come quello dell’editoria, appannaggio dei “soliti noti”. Ma è davvero così difficile per un esordiente farsi notare da una casa editrice? A sentire l’autore sì: “Quasi mai le case editrici mi hanno concesso l’onore di una loro risposta, anzi. Diciamo che su trenta contattate è già tanto se mi hanno risposto in tre. Con un “no” deciso, ma mai motivato” spiega al cellulare Barazzi. Ma come e a chi è venuta l’idea di mescolare liquido seminale all’inchiostro delle stampa?
“Il mio editore, dopo aver letto il libro, non ha lesinato in complimenti, aggiungendo però immediatamente che soldi da investire nel lancio pubblicitario non ne aveva. Il mio lavoro avrebbe dunque corso il rischio di restare ancora una volta nel cassetto: l’unica alternativa era quella di trovare un’idea così “forte” da dare da parlare ai media. Da qui la mia proposta, mescolare sperma e inchiostro in fase di stampa, quasi a “ripartorirlo”, dopo aver già mescolato lacrime, sudore e sangue per riuscire a generarlo dalla mia mente”.
Insomma: per una volta l’investimento chiesto al novello romanziere napoletano non ha riguardato tanto risorse economiche, quanto “fisiche”: “Ho dovuto raccogliere mezzo litro di sperma e per questo ho impiegato circa due settimane. Ma basterà solo per la prima tiratura di 2.000 copie, da distribuire in Campania e tramite internet (Barazzi ha un proprio “diario” virtuale sulla rete, all’indirizzo http://www.marcobarazzi.com/). Certo non mi lamenterò se dovesse esserci una ristampa, anzi sarò ben lieto di contribuire ancora al suo successo, costi quel che costi”.
La ricerca del successo a tutti i costi lascia un poco sgomenti, ma di cosa parla Marco Barazzi nella sua opera prima? “Di “trentenni” ormai quasi quarantenni: non si tratta di un rifiuto della crescita, ma al contrario di una consapevolezza di frontiere generazionali ormai sfumate, per cui ci si può trovare a valicarne i limiti senza percepire il cambiamento”. Una eterna sindrome di Peter Pan? “Non proprio: ormai ci si ritrova a mezza età, almeno per i canoni di un tempo, e si vive ancora con gli schemi della tarda adolescenza. Comunque, quella del “trentenne” è ormai diventata una categoria metafisica, teorica, in cui cadono tutti quelli che ancora non sono riusciti a entrare nel mondo. Escluderei solo chi ne sta fuori per scelta”.


Link: Marco Barazzi:

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Luca Spoldi
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