Comunicati-Stampa.net


Scheda autore comunicato stampa
   Informazioni sull'autore del testo:
Autore: Alex Revelli Sorini
Azienda: Taccuini Storici - Rivista Multimediale
Web: http://www.taccuinistorici.it/


Scheda completa di questo autore
Altri testi di questo autore

Registrazione nuovi utenti

Richiedi l'accredito stampa gratuito, ti darà diritto all'invio di illimitati comunicati stampa e news, che vedrai pubblicati quì e sul network di siti affiliati a comunicati-stampa.net.

Accedi al modulo di registrazione

© Pensi che questo testo violi qualche norma sul copyright, contenga abusi di qualche tipo?
Leggi come procedere


EDITORIA SOCIALE
Pubblica questa notizia su:

OKNOtizie  Diggita  Upnews.it  Segnala questa notizia su ZicZac!



Comunicato Stampa
Creative Commons - Attribuzione-Non commerciale 2.5
Cappone: cibo della tradizione natalizia

Pubblicato il 13/12/2007 | da Alex Revelli Sorini


Il procedimento per ottenere il cappone, dal greco “koptein” (tagliare alludendo alla mutilazione), viene citato per la prima volta da Varrone, ma era già praticato nel VII secolo a.C. nell’isola greca di Delo ...

Il procedimento per ottenere il cappone, dal greco “koptein” (tagliare alludendo alla mutilazione), viene citato per la prima volta da Varrone, ma era già praticato nel VII secolo a.C. nell’isola greca di Delo.
Chi si occupava di evirare il galletto era chiamato “deliaco”, o “deliacus gallinario”, come raccontano Cicerone, Plinio e Columella.
Secondo Aristotele, la capponatura avveniva bruciando con un ferro la parte interessata del giovane pollo, ma per completare la mutazione era necessario asportare anche speroni, cresta e testicoli; quest’ultima operazione veniva assegnata alle piccole e abili mani delle donne.
A seguito della castrazione, dopo circa otto mesi, si poteva ottenere un pennuto gigante, privo di attributi maschili e disinteressato alle galline, che al momento della macellazione pesava anche sette chili, ed offriva carne bianca e morbidissima.
Il pollo accapponato diventò durante il Medioevo il cibo delle grandi occasioni, ambito anche per il suo piumaggio che veniva addirittura ricoperto di lamine d’oro.
Secondo il pensiero medico antico, l’attività sessuale causava negli animali un notevole dispendio di energie, così la carne dei galletti castrati, impediti in questa azione, era considerata afrodisiaca e corroborante.
Il Pisanelli medico ippocratico del Cinquecento esprimeva il concetto con queste parole:
“Dà al corpo humano più nutrimento di tutti gli altri cibi, fa buon cervello e mantiene uguali tutti gli umori… Nutrisce molto, cresce il coito e si preferisce a tutte le altre carni perché genera perfetto sangue”.
La carne di cappone, e particolarmente il brodo ritenuto un suo concentrato, era il rimedio ideale per accrescere o restaurare la forza dell’attività sessuale, ma anche per rinvigorire chi si trovasse debilitato dalla malattia.


Link: Taccuinistorici.it

Vai alla versione stampabile di questa news - Versione in PDF Crea PDF di questa news
Info su chi ha pubblicato questo testo
Leggi altri testi dello stesso autore
Leggi altre news che trattano lo stesso argomento (GASTRONOMIA)
» Clicca per leggere le ultime notizie pubblicate

RSS Comunicati-Stampa.net, clicca per accedere alla pagina   Copyright © PuntoWeb.Net S.r.l.              Privacy | Regole servizio | Chi siamo | Pubblicità | Per la Stampa | Partners