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Autore: Michele Menciassi
Azienda: Associazione Radicale
Web: http://www.democrazialinguistica.it/


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Comunicato Stampa
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Emergenza lingua, emergenza Paese: i Radicali scrivono a Napolitano

Pubblicato il 21/12/2007 | da Michele Menciassi


“Il Presidente della Repubblica sia garante e promotore della lingua italiana”. E' questa la proposta che il radicale Pagano, responsabile di Centopercentoitaliano.it, ha avanzato al Presidente Napolitano, chiedendo la creazione di un Ufficio presidenziale per la lingua italiana, sempre più necessario, soprattutto alla luce delle sempre più frequenti discriminazioni.

“Il Presidente della Repubblica sia garante e promotore della lingua italiana con un Ufficio presidenziale per la lingua italiana”. E' questa la proposta che il radicale Giorgio Pagano, responsabile di Centopercentoitaliano.it, ha avanzato al Presidente Napolitano, chiedendo che anche in Italia, come già avviene in altre democrazie europee, il Presidente della Repubblica diventi la figura di riferimento per coloro che hanno a cuore le sorti della identità e della lingua italiana.

Sia per il prestigio che lo rende garante della Costituzione – appunto - italiana, sia per la lunga durata del suo mandato, al Presidente si potrebbe infatti ascrivere il ruolo di difesa e promozione della lingua italiana, con la creazione di una “cabina istituzionale” che possa efficacemente porsi ed imporsi sia presso organismi ministeriali a ciò preposti, sia come sollecito e supporto per le organizzazioni che di questo tema si occupano.

L’idea è nata dall’inimmaginabile discriminazione attuata dal Politecnico di Torino verso studenti italiani che vogliono laurearsi nella loro lingua, favorendo invece i corsi di laurea in lingua inglese per i quali non si fa pagare alcuna tassa universitaria, disincentivando così l'alfabetizzazione superiore in lingua italiana.

Se ciò continuerà ad accadere nel silenzio generale, il destino della nostra lingua e del paese è segnato: i giovani, per potersi trovare preparati ad affrontare corsi di laurea in lingua inglese, chiederanno che le materie oggetto di prosecuzione nei successivi corsi di laurea siano insegnate in lingua inglese e, ovviamente, per poterle insegnare al meglio nella lingua inglese si pretenderanno e/o si offriranno sempre più posti per docenti madrelingua inglese, come, peraltro, già il Politecnico ha cominciato a fare: insomma, gli italiani pagheranno per assumere nella scuola italiana docenti anglofoni stranieri.

D’altra parte la Gran Bretagna, dove non si insegnano lingue straniere e che ha in complesso una disponibilità annua di 18 miliardi di euro per investimenti, e gli Stati Uniti, che risparmiano 16 miliardi di dollari sulla lingua straniera, hanno finanziato nel 2004 un terzo della loro ricerca pubblica.


Link: Democrazialinguistica.it

Autore della pubblicazione:
Michele Menciassi
Ufficio Stampa
Associazione Radicale
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