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San Valentino e i dolcetti dell'amore
Pubblicato il 26/01/2008 |
da
Alex Revelli Sorini
Tradizione di una festa.
Le fonti attestano al 14 di febbraio il culto di San Valentino, martire della Chiesa Romana originario di Terni.
Sino dal IV sec. a.C., nel periodo del calendario corrispondente alla metà di febbraio, i Romani festeggiavano la fertilità con un rito in onore del dio Luperculus. L'evento consisteva nell'abbinamento in cappia, fatto a sorte, fra maschi e fammine adolescenti che per la durata di un anno avevano la libertà di conoscersi (anche sotto l'aspetto sessuale).
Nel V sec. i padri della Chiesa per porre fine a questa consuetudine cercarono un santo da sostituire alla divinità pagana. Venne prescelto il cristiano Valentino, vissuto durante l'impero di Claudio II il Gotico, che aveva sacrificato la propria vita in nome dell'amore autentico.
Secondo la storia, questo Vescovo di Interamma (ossia l’antica Terni) nonostante il divieto di matrimonio per i soldati imperiali, sposò un militare pagano con una donna cristiana. A seguito dell'atto (269? d.C.) il prelato venne imprigionato, e condannato a bastonatura, lapidazione e decapitazione.
Fu probabilmento per questo motivo che nel 496 d.C. Papa Gelasio trasformò la ricorrenza pagana di fertilità dedicata a Luperculus, nella celebrazione del martirio di San Valentino.
Sembra che per festeggiare degnamente la data i giovani innamorati iniziarono già allora a scambiarsi dei dolcetti.
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