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Turisti a Como, il futuro parla giapponese
Pubblicato il 05/03/2008 |
da
Patrick Leone
Il Sol Levante potrebbe diventare la nuova frontiera del turismo lariano. Un numero sempre maggiore di giapponesi è infatti pronto a scegliere la Lombardia, e il lago di Como in particolare, come meta delle proprie vacanze, attratti dalle bellezze naturali, dalla cultura e dalla storia ma anche dalla buona cucina e dai prodotti di eccellenza, a partire proprio dalla seta.
In visita al chiostro di Sant'Abbondio - sede della facoltà di Giurisprudenza dell'Insubria che nel corso di laurea in Scienze del turismo prevede lezioni di giapponese - il console generale nipponico Hiroshi Azuma ha parlato dell'interesse dei suoi connazionali per il Lario. «L'Italia è una meta che affascina i giapponesi e Como è una città molto conosciuta nel nostro Paese - ha detto il console - La vicinanza a Milano favorisce l'arrivo di migliaia di turisti, attratti dal paesaggio del lago, dalle bellezze naturali e dalla cultura ma anche dalla gastronomia e dalla seta lariana, particolarmente apprezzata dai miei connazionali».
Addirittura, come ha spiegato il console, ci sono giapponesi che arrivano a Como appositamente per fare shopping. «Le cravatte e tutti i prodotti di seta comaschi sono molto noti in Giappone - ha detto Azuma - In particolare sono famosi i marchi 'Ratti' e 'Mantero'. Ci sono giapponesi che, durante le vacanza in Italia, si spostano a Como esclusivamente per acquistare questi prodotti».
Stando al bilancio 2007 del settore turistico lariano, le presenze di giapponesi sul Lario hanno registrano un calo del 17% rispetto all'anno precedente. «Una grande fetta di turisti giapponesi che visitano Como pernotta a Milano - ha detto però il console generale - e per questo credo che i numeri siano sottostimati, anche se l'euro forte ha comunque inciso sugli arrivi dei miei connazionali. Personalmente penso comunque che si possa rafforzare la collaborazione tra le istituzioni lariane e quelle giapponesi per far crescere ulteriormente i flussi turistici. Per gran parte dei miei connazionali la vacanza in Italia è un viaggio accessibile in termini economici, anche se naturalmente il budget a disposizione varia a seconda dell'età e del ceto sociale dei turisti».
Il prorettore dell'Università dell'Insubria di Como, Giorgio Conetti, auspica l'avvio di una collaborazione anche a livello di atenei. «Per il corso di Scienze del turismo la collaborazione sarebbe molto interessante - ha detto Conetti - L'interesse verso il Giappone sta crescendo e sarebbe molto interessante l'ipotesi di valutare progetti di formazione e di scambio che coinvolgano i docenti e gli studenti».
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