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Autore: Mario Parisella
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Comunicato Stampa
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Elena Improta: Non mi candiderò alle prossime elezioni amministrative

Pubblicato il 21/03/2008 | da Mario Parisella


Sento, comunque , la necessità di valutare con voi il mio percorso di Assessore alle Politiche Giovanili, Servizi Sociali, Sanità e Sicurezza, in questi 18 mesi di Consiliatura di centro sinistra, nel Municipio Roma 2 .

Municipio Roma II

Assessorato alle Politiche Giovanili,

Servizi Sociali, Sanità e Sicurezza



L’Assessore

Elena Improta


Care amiche e cari amici,


Non mi candiderò alle prossime elezioni amministrative.



Sento, comunque , la necessità di valutare con voi il mio percorso di Assessore alle Politiche Giovanili, Servizi Sociali, Sanità e Sicurezza, in questi 18 mesi di Consiliatura di centro sinistra, nel Municipio Roma 2 .



Il 23 aprile del 2006 sono stata “chiamata” a candidarmi nella Lista Civica “Roma per Veltroni”.



Un’ identità personale, quella della mia disponibilità, in quanto cittadina e donna impegnata nelle battaglie sociali in favore delle persone più fragili.

Ed è stato per questo che ho accettato, certa di poter portare un contributo, la mia voce, insieme alle altre voci della società civile. Ho accettato sentendomi solo “prestata” temporaneamente alla politica istituzionale.



Ho messo in gioco tutta me stessa, i miei convincimenti e la mia buona volontà, pur di rendere concrete le indicazioni di un programma orientato al rinnovamento ed al progresso civile. Ho attinto a tutti i miei saperi ed a tutte le mie esperienze personali e sociali, per migliorare i livelli di sensibilizzazione ed attenzione verso il bene comune; il Welfare State.

Ho creduto fortemente in quello che facevo, impegnandomi con serietà e tenacia, sin dal primo giorno dell’insediamento della Giunta.



Ho cercato di collaborare attivamente con tutti i consiglieri e le commissioni di riferimento, portando proposte e sollecitazioni in nome di quei valori di equità , in nome di quella cittadinanza che, dignitosamente, senza inutili esibizioni, vive il proprio disagio lottando per i propri diritti.

Cittadini, consapevoli di avere dei diritti, ma anche dei doveri. Questa consapevolezza e questa dignità sono una vera e propria testimonianza di senso civico. Poiché rende capaci di saper tener conto anche dei disagi altrui non arrogandosi o pretendendo dei privilegi esclusivamente per se stessi, in nome del proprio disagio o in nome del fatto di sentirsi gli unici “diversi” dagli altri “diversi”.



Raccogliendo le istanze di “dignità” di questi cittadini mi sono impegnata perché nel territorio, attraverso le Associazioni e le Consulte “ Volontariato” e “Disabilità” si aprisse un nuovo modo di dialogare con le Istituzioni. Una modalità che mettesse al centro il rispetto dei ruoli reciproci, consapevole di quanto sia la “politica istituzionale” che le “associazioni di cittadini”, non possano fare a meno l’uno del contributo costruttivo dell’altro.



A mio avviso, questo è l’unico modo possibile, per praticare coerentemente, e non solo per affermare, il principio di una democrazia partecipata, che allontani sempre di più il rischio dei singoli e personalistici interessi.


Nonostante questo e pur non essendo espressione organica di un partito o di un gruppo di interesse organizzato mi sono trovata più volte, e con grande fatica, a dover difendere la mia identità politica di “civica”. E’ stato difficile, dovermi misurare con alcune modalità di fare politica che, pur di non perdere visibilità, hanno gareggiato non su proposte concrete oppure obiettivi da condividere, ma in polemiche esasperate e strumentali.

Sono stata accusata dalla destra, forse perché non vi era altro a cui appigliarsi, addirittura di non avere un profilo ed un linguaggio istituzionale!

E chi può arrogarsi il diritto di definire rigidamente quale debba essere il “profilo” o il “linguaggio” di un cittadino che “presta” la propria energia e la propria passione alla politica?

Bene, allora ho atteso al mio incarico!

Sono ben felice di parlare un altro linguaggio, diverso dal “politichese”. Il linguaggio dei cittadini che chiedono di essere rappresentati da persone che possano e sappiano, semplicemente, parlare con loro.



Essere più vicini ai cittadini, anche nel modo di esprimersi, è l’unico modo, a mio avviso, per continuare ad affrontare l’impegnativo lavoro legato al decentramento. Questo lavoro richiede umiltà, competenze e dialogo.

Diventa quindi indispensabile modificare il modo di fare politica, mettendo al bando quelle polemiche esasperate e strumentali e ricercando il dialogo costruttivo e concretamente propositivo.

Questo è il nuovo progetto politico che non può prescindere dal contributo del “movimento civico” che ha dimostrato lealtà a tutti i livelli , ed ha reso possibile la tenuta della maggioranza consiliare.

Nessuno di noi è necessario ma per parlare di cambiamento, dobbiamo dimostrare realmente di voler cambiare, con fatti concreti e comportamenti coerenti.

Ed allora diventa indispensabile investire su persone innovative e capaci di impegnarsi in prima persona. Non solo come immagine verso l’esterno o come operazione puramente di facciata, ma contribuendo a creare le condizioni perché queste persone possano portare a compimento i contenuti coraggiosi del loro operare!



In questi mesi ho incontrato centinaia di persone, ed ognuna di loro ha contribuito alla mia crescita umana e politica, nel bene e nel male.

A volte ho pensato di aver incontrato dei nuovi amici anche tra i politici provenienti da partiti istituzionalizzati, consapevole di quanto sia difficile guadagnarsi la “confidenza e l’amicizia”; quando non sei all’interno di un partito. Voglio ringraziare ognuno di loro, ed in particolare Carlo, Guido e gli altri che mi hanno sostenuta in quest’avventura.



E’ stato, per me, un grande onore partecipare all’esperienza consiliare nel II Municipio, e ringrazio la “Lista Civica” per aver creduto nella mia persona . Spero di poter rappresentare un valore aggiunto anche all’interno del Partito Democratico, per il nuovo progetto che questo partito vuole portare avanti.

Per questa motivazione non intendo abbandonare la politica attiva, bensì continuare a praticarla con il fine di trasformare in meglio la realtà , superare le strumentalizzazioni, abbattere quei limiti connaturati ad un modo distorto di intendere la politica, vissuta come “potere personale”e non come “responsabilità sociale” anche nei confronti delle fasce più deboli dei cittadini, ovvero di coloro che vivono in condizioni di disagio sociale e necessitano di rispetto, assistenza.







Perché “Responsabilità Sociale” da parte di chi pretende di rappresentare le istanze dei cittadini tutti, significa anche umiltà nel riconoscere di aver bisogno di comprendere meglio tematiche quali, ad esempio, il disagio mentale, le problematiche degli anziani e le difficoltà dei soggetti a rischio di esclusione sociale etc.

Questo è stato per me, l’approccio corretto ad un modo di fare politica in modo coerente, utilizzando tutti gli strumenti di partecipazione democratica disponibili.



Ed è per questo, che ho voluto credere fortemente ed applicarmi alla riuscita migliore del “Nuovo Piano Regolatore Sociale”.

Il PRS in quanto mappatura il più possibile completa ed in continuo divenire, delle risorse, delle istanze, delle esperienze, dei servizi ed interventi sociali esistenti sul territorio, da chiunque siano promossi (Municipio, Dipartimento, cittadini singoli o associati ecc.)

Perché questo è stato il modo migliore per attendere alle deleghe che mi sono state assegnate. Penso alle politiche giovanili (Giovani… al Centro etc.) alla Sanità (Sanibus…Odontoambulanza .. Abitazione Assistita … etc.) ed alla Sicurezza ( Donne in Sicurezza, etc.)

Perché percepire che intorno a queste tematiche si aggregano energie e risorse a più vie, significa alzare la percezione partecipativa sia di chi chiede attenzione che di chi è in grado di mettere a disposizione saperi ed abilità siano esse simili o “diverse”. Questa, credo, sia la via migliore per rafforzare le coscienze e le sensibilità politiche dei cittadini tutti, verso un modo sempre più integrato di partecipazione sociale.



Perché, essere un buon cittadino, è il modo migliore per divenirlo.



Seguono gli allegati che rendono visibile, dati alla mano, il mio impegno profuso in meno di due anni di Consiliatura della Giunta uscente. I risultati di questo impegno, sono sotto gli occhi di tutti coloro che vorranno vedere.



Io lascio agli eletti che mi seguiranno, la continuazione di quanto avviato, con la consapevolezza di aver adempiuto con grande passione politica agli incarichi dei quali mi sono fatta carico.



Il lavoro amministrativo e politico svolto, può essere riconosciuto o meno da chi si occupa di “politica e partitica”. A me, personalmente, interessa un'altra valutazione, ben più importante: quella dei cittadini, ragazzi, giovani, adulti, anziani, donne ed uomini, ognuno con le proprie peculiarità.



Il loro giudizio è prioritario per me. Perché sono queste le persone che continuerò ad incontrare sulla mia strada, nei luoghi di questo bellissimo e complesso territorio che per un breve periodo ho amministrato. E, in coscienza, sento che posso guardare dritto nei loro occhi, senza riserve, senza timori.

Voglio essere identificata quale compagna di strada che chiede e vuole ricevere, un solo, importante riconoscimento: il loro sorriso e la loro stima.

Elena Improta

Allegato documento

Redazione Sordionline su segnalazione di Elena Improta


Link: Sordionline.com

Autore della pubblicazione:
Mario Parisella
Web designer
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