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Ondata di gelo, tracollo per i frutteti fiorentini: il freddo colpisce duramente gli agricoltori
Pubblicato il 21/03/2008 |
da
Stefano Bagnoli
L’ondata di freddo di questi ultimi giorni sembra destinata a mettere in ginocchio la frutticoltura dell’area fiorentina. L’inizio della primavera ha infatti portato un repentino abbassamento delle temperature, tanto che nella notte scorsa si è scesi sotto lo zero sia nelle colline intorno a Scandicci e a Bagno a Ripoli, con un –3 registrato in Mugello, e questo ha colpito in modo particolare gli alberi già in fiore, come peschi, albicocchi e susini, mettendo in grave pericolo il prossimo raccolto.
L’ondata di freddo di questi ultimi giorni sembra destinata a mettere in ginocchio la frutticoltura dell’area fiorentina. L’inizio della primavera ha infatti portato un repentino abbassamento delle temperature, tanto che nella notte scorsa si è scesi sotto lo zero sia nelle colline intorno a Scandicci e a Bagno a Ripoli, con un –3 registrato in Mugello, e questo ha colpito in modo particolare gli alberi già in fiore, come peschi, albicocchi e susini, mettendo in grave pericolo il prossimo raccolto.
“Se le previsioni dei prossimi giorni saranno confermate – spiega Simone Tofani, responsabile dell’Area tecnica della Cooperativa Agricola di Legnaia -, con un picco di freddo e neve a 400 metri il prossimo lunedì, si rischia di azzerare completamente la produzione di frutta nell’area fiorentina. Siamo in un momento particolarmente delicato, con molti alberi già fase di fioritura e il gelo è destinato a far cadere i fiori, senza consentire l’allegagione dei frutti. Un piccolo dramma per molte zone del nostro territorio, dove c’è una buona produzione di frutta, come le pesche in Mugello, sulle colline di Scandicci e di Bagno a Ripoli, ma anche nella Piana fiorentina e nell’area di San Casciano, dove si producono anche susine. Queste due produzioni, insieme a quelle di albicocche e pere precoci sono a altissimo rischio. Il crollo delle temperature di questi ultimi due giorni ha già fatto gravi danni e, se perdura, è quasi scontata la perdita di tutta la produzione, con un notevole danno per gli agricoltori. Non dovrebbero esserci problemi, invece, per l’orticoltura, solo le fave possono correre qualche rischio”.
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