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Ubuntu 8.04, la sfida a Microsoft Vista

Pubblicato il 25/04/2008 | da Claudio Vanni


Titolo provocatorio, perché no? Nonostante il predominio Microsoft resti tuttora indiscusso, la nuova versione di Ubuntu 8.04, Hardy Heron (airone ardito), ha tutta l'aria di voler risolvere il famoso bug #1...

Roma - Titolo provocatorio, perché no? Nonostante il predominio Microsoft resti tuttora indiscusso, la nuova versione di Ubuntu 8.04, Hardy Heron (airone ardito), ha tutta l'aria di voler risolvere il famoso bug #1 segnalato da Mark Shuttleworth: Microsoft ha la maggioranza del mercato dei Desktop. La nuova release di questa popolarissima distribuzione Linux, infatti, segna un concreto passo in avanti verso le esigenze dell'utente medio, strizzando l'occhio agli effetti grafici (KDE 4.0, Compiz), all'usabilità, alla gestione delle periferiche, alla virtualizzazione e, non ultima, all'integrazione in reti Windows.

Nata nell'ottobre 2004 come "derivata" di Linux Debian, Ubuntu è un progetto di Mark Shuttleworth, giovane miliardario sudafricano abituato a raccogliere le sfide impossibili; non a caso, è stato il secondo turista spaziale pagante, e il primo africano nello spazio. Il nome stesso, "Ubuntu", che significa "Umanità verso gli altri" in lingua Zulu, riassume efficacemente le linee guida di questa distribuzione: free & open source software, rilasci ogni sei mesi, stabilità, gratuità, grande attenzione all'utente.

La nuova Ubuntu 8.04 introduce molte novità di rilievo: l'interfaccia grafica si fregia di uno splendido Gnome 2.22, affiancato ad X.org 7.3, il nuovo kernel raggiunge la versione 2.6.24, Firefox la versione 3.0; le restanti migliorie riguardano la gestione dell'audio (PulseAudio) e della masterizzazione (Brasero), la convivenza in reti Windows (Likewise Open), nuovi client bittorrent (Transmission) e VNC (Vinagre).

Trattandosi di una Long Term Support (LTS), ovvero di una versione destinata a ricevere supporto per tre anni (Desktop) o cinque (Server), è stata data grande importanza alla sicurezza, ad esempio abilitando molte applicazioni per la gestione di AppArmor, e migliorando la protezione della memoria del kernel contro attacchi remoti.
È inoltre disponibile di default il supporto alla virtualizzazione con KVM e al protocollo iSCSI, caratteristiche molto richieste in ambito professionale ed enterprise, oltre che il supporto ufficiale per hardware Sun Microsystems con processori x86.

Fiore all'occhiello è Wubi, un software che viene lanciato in ambiente Windows all'inserimento del CD di Ubuntu, e che aiuta a scegliere le caratteristiche dell'installazione che ci si appresta ad effettuare: si tratta di un aiuto importante per gli utenti diffidenti, anche se è in ogni caso una buona idea effettuare un backup dei propri dati prima di procedere.

Per gli amanti di KDE, è disponibile ovviamente Kubuntu, con la possibilità di scegliere tra la stabile 3.5 e la nuova 4.0, molto simile all'interfaccia di Mac OS X.
Purtroppo la versione 4 non è stata messa di default, considerata troppo immatura per una release "stabile" come questa.

Possiamo affermare che con questa release, Ubuntu ha raggiunto un notevole grado di stabilità e maturità, ormai più che adatto agli utenti Desktop, e decisamente interessante anche nell'ambito Enterprise, nonostante sia ancora meno appetibile, in generale, delle "sorelle maggiori" Red Hat e Novell.
Intanto, la comunità che si stringe attorno ad Ubuntu è più viva che mai, come testimoniano i numerosi Hardy Heron release party, veri e propri festini tra amici per celebrare l'uscita della nuova versione.

Il "padre" della GNU Foundation, Richard Stallman, rimane in parte critico nei confronti di Ubuntu, non gradendo gli accordi commerciali e i compromessi lontani dal suo credo filosofico purista; bisogna ammettere, però, che Linux prima, e Ubuntu oggi, sono riusciti a raggiungere le masse e fare la differenza, anche grazie al contributo di software libero di cui GNU è il principale sostenitore, ma non disdegnando scelte pragmatiche che hanno convinto anche il mondo del business, IBM per prima, ad investire in una piattaforma aperta.

È possibile scaricare Ubuntu (o Kubuntu) dal sito ufficiale www.ubuntu.com, oppure ordinare il CD tramite il servizio gratuito ShipIt su https://shipit.ubuntu.com/ (i tempi di attesa sono però di 6-8 settimane).

Simone Brunozzi
Amazon.com technology Evangelist
www.ubuntista.it


Link: Vai al sito ufficiale ubuntu.com

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Claudio Vanni
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