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Certificazione d’Area, una progetto per il Parco ValGrande

Pubblicato il 15/05/2008 | da Riccardo Cecatiello


Elaborato un progetto per il Parco ValGrande, entro l'estate la presentazione di una verifica di fattibilità con l'Ente Parco Nazionale ValGrande.

Per favorire lo sviluppo e perseguire gli obiettivi di sostenibilità ambientale e di salvaguardia dell’ambiente spesso non occorre fare ricorso a strumenti ex-novo, ma piuttosto valorizzare quelle strutture che già adempiono a compiti di coordinamento.
L’attuale disciplina già prevede l’istituzione del Piano del Parco, ma allo stato attuale risulta spesso svuotato degli stimoli allo sviluppo, limitandosi a registrare unicamente le scelte dei progetti già presenti, privandosi quindi della naturale capacità di discutere e confrontare le opzioni per i parchi, quasi che queste siano “scontate”, ma questo significa anche confondere gli obiettivi con le politiche, stabilendo una forzata relazione uno ad uno, senza cogliere le sovrapposizioni e gli effetti inattesi di tali scelte.
La disciplina urbanistica e territoriale nonché la tutela e la valorizzazione delle caratteristiche ambientali, naturalistiche, storiche ed economiche di ciascun Parco si realizza mediante un Piano del Parco. Il Piano del Parco è infatti, strumento d’attuazione delle finalità del Parco, definite all’art. 1 della L. 394/1991 come segue:
• conservazione di specie animali o vegetali, di associazioni vegetali o forestali, di singolarità geologiche, di formazioni paleontologiche, di comunità biologiche, di biotopi, di valori scenici e panoramici, di processi naturali, di equilibri idraulici e idrogeologici, di equilibri ecologici;
• applicazione di metodi di gestione o di restauro ambientale idonei a realizzare una integrazione tra uomo e ambiente naturale, anche mediante la salvaguardia dei valori antropologici, archeologici, storici e architettonici e delle attività agro-silvo-pastorali e tradizionali;
• promozione di attività di educazione, di formazione e di ricerca scientifica, anche interdisciplinare, nonché di attività ricreative compatibili;
• difesa e ricostituzione degli equilibri idraulici e idrogeologici.
In genere il Piano del Parco contiene in misura prevalente i divieti, i limiti e le prescrizioni per l’uso del territorio necessari a conseguire le finalità del Parco, le previsioni degli interventi per la tutela dell’ambiente naturale, e solo in misura marginale le modalità di utilizzazione sociale e turistica del Parco. Nonostante il forte legame con il territorio, la periodica verifica delle politiche non costituisce ancora un punto qualificante delle attività dei Parchi.


Autore della pubblicazione:
Riccardo Cecatiello
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