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Transfrigoroute italia assotir scrive al presidente Berlusconi
Pubblicato il 09/06/2008 |
da
Mauro Sarrecchia
L'emergenza è il costo del gasolio, ma il vero problema restano gli scandalosi prezzi del trasporto pagati dalle committenze.
E' incontestabile che la componente “costo del gasolio” sull’insieme dei costi operativi dell’impresa abbia ormai sfondato il tetto del 40% e risulti comunque necessario un intervento tampone che possa evitare alle imprese un immediato défault.
Ma è altrettanto evidente che, per la salvezza dell’autotrasporto italiano, non ci si potrà limitare ad un intervento sul fronte dell’abbattimento dei costi di gestione.
Per chi crede nella possibilità che l’autotrasporto debba e possa essere esercitato nel rispetto della legalità, delle normative in tema di sicurezza della circolazione e nel rispetto della salute e della dignità degli addetti, non vi sono dubbi che la assoluta sproporzione tra costi di esercizio e prezzi di vendita del servizio di trasporto sia, da tempo, la questione delle questioni.
Il Presidente di TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR, Mario MANNINO ed il Segretario Generale Claudio Donati hanno, nei giorni scorsi, indirizzato al presidente del Consiglio, On. Sivio BERLUSCONI.
Trascriviamo, di seguito, integralmente, il testo della lettera.
Roma, 3 giugno 2008
Al Presidente del Consiglio dei Ministri,
On. Silvio BERLUSCONI
Palazzo Chigi,
Roma
Oggetto: Richiesta di intervento strutturale sull’”emergenza autotrasporto”
On. Presidente del Consiglio dei ministri,
la crisi dell’autotrasporto italiano diventa ogni giorno più grave e più urgente appare la necessità di un intervento del governo teso a superare le ragioni strutturali che impediscono alle decine di migliaia di piccole e medie imprese del settore di operare in condizioni di “normalità” economica.
L’ormai prolungata situazione di crescita esponenziale ed incontrollata del prezzo del gasolio da autotrazione ha reso più drammatica una situazione che trova, tuttavia, in ben altre ragioni la sua causa scatenante.
Se è incontestabile che la componente “costo del gasolio” sull’insieme dei costi operativi dell’impresa ha ormai sfondato il tetto del 40% e se risulta comunque necessario un intervento tampone che possa evitare alle imprese un immediato défault conseguente all’impossibilità di rifornirsi della principale materia prima necessaria all’espletazione dei servizi ad esse richiesti, è altrettanto evidente che, per la salvezza dell’autotrasporto italiano, non ci si potrà limitare ad un intervento sul fronte dell’abbattimento dei costi di gestione.
Si tratterebbe, infatti, di un intervento che, pur essendo assai costoso per lo Stato, non sarebbe comunque in grado di garantire che nuove fiammate del prezzo internazionale del petrolio non porteranno, anche nel brevissimo periodo, a ricadere in una situazione di pressoché totale impossibilità ad approvvigionarsi – e, quindi, ad operare - da parte delle imprese.
TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR, che rappresenta oltre 2000 imprese di autotrasporto diffuse in tutto il territorio nazionale, ha, da tempo, posto al centro della propria iniziativa l’obbiettivo di un intervento radicale e deciso sul versante dei prezzi con cui il trasporto viene, dalle diverse committenze, acquistato.
Per chi crede nella possibilità che l’autotrasporto - modalità che assicura, a tutt’oggi, oltre il 70% della movimentazione complessiva di materie prime, semilavorati e prodotti finiti nel nostro Paese – debba e possa essere esercitato nel rispetto della legalità, delle normative in tema di sicurezza della circolazione e nel rispetto della salute e della dignità degli addetti, non vi sono dubbi che la assoluta sproporzione tra costi di esercizio e prezzi di vendita del servizio di trasporto sia, da tempo, la questione delle questioni.
Le ragioni per cui ciò accade sono certamente più d’una: dalla perdurante polverizzazione del settore alla scarsissima patrimonializzazione delle imprese; dalla concorrenza agguerrita di imprese comunitarie che possono godere di costi operativi e del lavoro assolutamente più bassi di quelli nazionali alla presenza di forme di abusivismo, più o meno mascherato, che finiscono per deprimere, con offerte di trasporto in dumping, i corsi del mercato.
Non bastasse tutto ciò, a questi elementi di crisi corrisponde una pervicace chiusura delle diverse committenze a considerare l’autotrasporto per quello che effettivamente esso è: un’attività imprenditoriale che ha bisogno di realizzare margini tanto per adeguare sempre più e meglio il proprio parco veicolare alle mutate esigenze di tutela ambientale e di sicurezza, anche per assicurare il rispetto degli impegni assunti con centinaia di migliaia di autisti, i quali con il loro lavoro e la loro professionalità, rappresentano un elemento fondamentale della capacità competitiva delle imprese italiane.
TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR – sia per evitare fiammate speculative che per impedire una crescita incontrollata di fenomeni deteriori, quali i fallimenti delle imprese più serie e il crescere di fenomeni di diffusa illegalità, ancorché celate dietro immagini rispettabili – ritiene indispensabile che si apra, a cura del Governo da Lei presieduto, un vero e proprio tavolo di confronto con le diverse committenze, con l’obbiettivo di individuare il punto di equilibrio tra le diverse esigenze: quella dei produttori e commercializzatori delle merci, quella dei consumatori e quella degli autotrasportatori.
E’ a questa trattativa che va affidato – con un intervento non notarile, ma attivo del Governo – il compito di definire meccanismi minimi di remunerazione del servizio di trasporto che portino ad assicurare il suo svolgimento nella legalità e nella sicurezza.
Per avviare questa trattativa c’è tuttavia bisogno di un forte impulso politico e la volontà, da parte del Governo, di considerare su un piano paritario le esigenze di tutti i protagonisti della filiera del trasporto.
Negli ultimi anni ciò non è avvenuto.
La liberalizzazione tariffaria, decisa pressoché all’unanimità nel 2005, anziché, come era negli auspici, rendere possibile una concorrenza virtuosa tra le imprese ha determinato il crescere di illegalità e la perdita di un dia pur minimo punto di riferimento per il singolo trasportatore.
L’attività di autotrasporto, d’altro canto - per l’obbligo che prevede a carico delle imprese in essa operanti, di rispettare una serie assai complessa di norme di sicurezza formulate, per la più parte, in sede europea - non può essere lasciata nella totale anarchia dei comportamenti di chi vi operi.
Né può essere ulteriormente tollerato che le committenze, con decisioni unilaterali, richiedano aumenti dei prezzi dei loro prodotti, adducendo a motivo "l'aumento del costo del trasporto", spesso senza riconoscere alcunché ai vettori.
Il Consiglio Direttivo di TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR ritiene ormai indilazionabile cambiare questo stato di cose: i committenti vanno richiamati alle loro responsabilità; i prezzi minimi del trasporto vanno definiti in modo certo a livello del tavolo tra Governo e Parti sociali; vanno introdotte misure che seppure non potranno impedirli, per lo meno raffreddino, per la categoria, il continuo levitare del costo del gasolio.
Ci rivolgiamo a Lei, On. Presidente del Consiglio perché voglia occuparsi di questa “emergenza” che Le abbiano tratteggiato e assumere una responsabilità di governo complessiva, tanto del settore che del rapporto con i suoi clienti e fornitori.
Tuttavia i tempi sono obbligati e la scadenza del 30 giugno, ancorché programmata su basi limitative ed evitando accuratamente di chiamare la committenza alle sue responsabilità, può essere un detonatore che inneschi un’esplosione della quale stentiamo, a tutt’oggi, a percepire la portata.
Per parte nostra troveremo senz’altro i motivi e le occasioni per evitare che un tema così delicato e complesso finisca per essere posposto ad altre meno importanti questioni.
Nell’attesa di un Suo cenno di riscontro e con gli auguri di chi è interessato non a “fermarsi”, ma ad andare avanti nella tutela di un comparto decisivo per l’economia italiana, la salutiamo distintamente.
Il Presidente Nazionale Il Segretario Generale
Mario MANNINO Claudio DONATI
Link:
TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR
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