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Efficienza energetica in Cina contro le emissioni di CO2
Pubblicato il 09/06/2008 |
da
Elsa Negri
Durante le Olimpiadi di Pechino 2008, i riflettori di tutto il mondo saranno puntati sul gigante asiatico: in questo modo i Giochi diventeranno l’occasione per mostrare tutto il potenziale della nazione, sia in termini di tecnologia, sia in termini di sviluppo. Le parole chiave di quest’impegno di modernizzazione sono: efficienza, compatibilità ambientale e sostenibilità.
L’ultima dimostrazione di questo sforzo innovatore si trova nella provincia di Zhejiang, a sud di Shanghai, dove ha sede una delle più avanzate strutture di generazione energetica.
L’impianto di Yuhuan, alimentato dal carbone, è dotato di 4 unità produttive capaci di generare ciascuna ben 1.000 megawatt. Se la potenza è sbalorditiva, l’efficienza non è da meno, con un valore pari al 45%: una performance di alto livello secondo gli standard internazionali. Infatti la percentuale di efficienza media in Cina si attesta a circa il 30%, un dato simile a quello degli Stati Uniti, mentre in Europa la media è di circa il 38%.
Questi risultati straordinari sono possibili grazie alle nuove turbine a vapore fornite da Siemens, capaci di generare temperature di 600 gradi Celsius. Fan Xiaxia, Vice Presidente di Huaneng Power International Inc., società a cui fa capo la centrale di Yuhan, ha commentato “Sapevamo da molto tempo che le soluzioni Siemens sono tecnologicamente all’avanguardia e di altissima qualità. E’ proprio il genere di tecnologia che il gruppo Huaneng ha bisogno per il suo sviluppo”.
Per capire l’importanza strategica di sistemi capaci di garantire la massima efficienza, basti pensare che più del 73% dell’elettricità consumata dal Paese deriva dal carbone, ovvero l’unica fonte di energia di cui la Cina disponga in grande quantità. Dunque, migliorare l’efficienza delle centrali a carbone ha un forte impatto sull’uso delle risorse del Paese, ma anche sulle emissioni di gas serra e sui costi di produzione. Infatti, l’aumento di un punto percentuale in efficienza corrisponde alla diminuzione di 2.5 punti percentuali sui costi di carburante.
L’efficienza e, più in generale, le tecnologie per ottimizzare la generazione energetica hanno un ruolo di primo piano per la riduzione delle emissioni di CO2. In questo senso la strategia scelta dalla Cina si rivelerà fondamentale anche a livello globale, poiché la Repubblica Popolare ha probabilmente sorpassato gli Stati Uniti come primo produttore mondiale di anidride carbonica.
In quest’ottica, lo scorso giugno Pechino ha pubblicato la propria roadmap contro i gas serra. L’obiettivo è l’aumento dell’efficienza energetica del 20% entro il 2010. Sempre entro questa data, inoltre, il governo pianifica di ridurre le emissioni di CO2 di circa 200 milioni di tonnellate attraverso la costruzione di centrali a carbone sempre più avanzate.
Lutz Kahlbau, Presidente di Siemens Power Generation in Cina, commenta “Osservando le più recenti centrali energetiche, diventa subito chiaro che la Cina non è più una nazione in via di sviluppo. Se prendiamo in considerazione gli impianti più moderni presenti nel Paese, possiamo sicuramente affermare che sono tra i migliori al mondo”.
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