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Comunicato Stampa
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Duplicano le banconote con un liquido

Pubblicato il 15/06/2008 | da Gennaro Starnone


Due truffatori francesi sorpresi dai Carabinieri. Erano già stati smascherati da "Striscia la notizia".

Truffatori con pseudo banconote false a caccia di persone in difficoltà economiche per rifilare le "patacche" in cambio del denaro "buono". Sono stati individuati e arrestati dai Carabinieri del Nucleo investigativo.
Le manette sono scattate ai polsi di due cittadini francesi, Paul Miaffo, 35 anni, residente a Lille e Michel Tekeu, 36 anni, abitante a Bèziers, due truffatori già noti alla cronaca perchè più volte individuati, braccati e smascherati daStriscia la notizia in varie parti d'Italia, Caserta, Verona, Milano, Pesaro e ormai conosciuti come i "coloratori di banconote".
In città tutto si è verificato l'altra notte. Intorno all'una i carabinieri in borghese hanno notato i due individui di fronte alla stazione ferroviaria. Così hanno deciso di controllarli. Entrambi non avevano i documenti, sostenendo di averli nell'appartamento di un amico proprio in Piazza della Riconoscenza, quella dello scalo ferroviario. «Siamo qui da 4-5 giorni», hanno riferito tranquillamente. Miaffo e Tekeu sono così saliti nell'abitazione di proprietà di una coppia di camerunensi e dove c'erano anche due nigeriani, tutti regolari. Miaffo si è spostato in camera per prendere i documenti, ma invece ha gettato dalla finestra un troley. I militari l'hanno visto e così hanno recuperato la valigetta.
A questo punto è scattato un controllo più accurato nei confronti dei due francesi. Nel troley c'erano alcuna banconote di una trentina di paesi, euro di grosso taglio compresi, una bottiglia ricoperta di carta bianca contenente un liquido imprecisato, probabilmente acqua, due lampade a raggi ultravioletti e alcune pseudo-matrici. Il tutto nascosto tra ovatta e vestiti.
Così i militari hanno capito di essere di fronte ai due truffatori noti in tutta Italia e più volte pizzicati dalle forze dell'ordine. «Cercano persone in difficoltà proponendo lo scambio, ad esempio, di mille euro con 10mila falsificati - ha spiegato il colonnello Andrea Firrincieli -. Non escludiamo che in città avessero qualcuno d'appoggio per individuare i "clienti" e che utilizzassero Rovigo per colpire anche nelle province limitrofe».
Come viene effettuata la truffa-raggiro? I due versano il liquido in un recipiente e poi vi intingono le matrici, quando riprendono il falso rapidamente lo sostituiscono con una banconota vera dimostrando così di poter "colorare" le matrici. Un'operazione rapidissima che spesso riesce. Poi ottengono il denaro "buono" e consegnano le patacche, magari in mazzette dove solo la prima è vera.


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Gennaro Starnone
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