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Autore: Massimiliano Pavon
Azienda: INSILVIS
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Il servomuto o servo muto: un complemento d’arredo particolare

Pubblicato il 23/07/2008 | da Massimiliano Pavon


Il servomuto o servo muto, come oggetto culturale, dimostra una particolare vocazione alla personificazione. Il servo muto è un oggetto che, oltre le valenze funzionali, riveste particolari rilievi emozionali: la sua definizione progettuale ne dovrà tenere ben conto, per evitare oggetti inutili alla caratterizzazione del timbro percettivo e psicologico del nostri spazi di vita.

Il servomuto o servo muto, come oggetto culturale, dimostra una particolare vocazione alla personificazione, come è ben evidente nello stesso termine italiano o nelll’omologo della lingua tedesca Stummerdiener (letteralmente servitore muto) o Herrendiener.
Ancora più significativo il termine della lingua spagnola galán de noche, ove galán può essere tradotto come bel giovanotto.
Non possiamo fare a meno di ricordare Arlecchino “servidor”, popolare personaggio servitore nell’ambito della Commedia dell’Arte italiana.
Il termine servomuto identificava nel ‘700 un tavolino a più piani, che nel servidor veneziano erano attraversati da un asta verticale: analogo e coevo il servant francese, tavolino multifunzione che permetteva, in occasione di momenti conviviali, di servirsi autonomamente senza l’ausilio del personale domestico.
Oggi per servo muto si intende prevalentemente un appendiabiti da terra, facilmente movibile, ove è possibile riporre le vesti prima di coricarsi: il servo muto è quindi funzionale all’appoggio di abiti più che di cappotti, declinazione d’uso che ne influenza l’altezza, mediamente minore di circa 50 cm rispetto a quella degli appendiabiti a stelo, così come la localizzazione all’interno dell’abitazione. L’appendiabiti a stelo è prevalentemente destinato agli spazi domestici riservati all’ingresso o agli ambienti ufficio, comunque dove se ne preveda l’uso da parte di chi provenga dall’ambiente esterno: il servo muto è prevalentemente ospitato nelle parti più interne e intime della casa, come la camera o lo spogliatoio.
Oltre agli usi che precedono il coricamento o seguono il risveglio, il servo muto è utilizzabile negli ambienti bagno per le fasi di svestizione. In realtà, la fluidità degli spazi camera e servizio nell’abitazione contemporanea comporta il superamento dei vincoli di destinazione, ben assecondato dalle versioni di servo muto a parete, adatte ad ogni ambiente. Il servo muto a parete è infatti in grado di svolgere perfettamente le funzioni sia di servo muto da camera e da bagno che e di appendiabiti da ingresso.
Il termine italiano servomuto o servo muto può essere tradotto nella lingua tedesca come Stummerdiener o Herrendiener e nella lingua spagnola come galán de noche.
Nella lingua francese prevale il termine valet, con l’eventuale specifica valet de nuit.
Nella lingua inglese possono essere utilizzati vari vocaboli, prevalentemente composti, tra i quali cloth hanger o clotheshanger, cloth rack, suit hanger, suit rack, dove il primo termine che identifica l’oggetto da riporre (cloth, coat, suit etc.), nella forma singolare e plurale, si combina con il termine che identifica la tipologia di appoggio (hanger, holder, hook, ring, rail, stand etc.).
Il servo muto è un oggetto che, oltre le valenze funzionali, riveste particolari rilievi emozionali: la sua definizione progettuale ne dovrà tenere ben conto, per evitare oggetti inutili alla caratterizzazione del timbro percettivo e psicologico del nostri spazi di vita.


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Massimiliano Pavon
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