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IRI Management Spa: No ai licenziamenti
Pubblicato il 26/08/2008 |
da
Silvio Battistini
IRI Management vuole licenziare il 72% dei suoi dipendenti.
COMUNICATO STAMPA
Iri Management vuole licenziare il 72% dei suoi dipendenti
Iri Management Spa azienda che si è occupata, nel tempo, di alta formazione (è stata infatti, fino allo scioglimento dell’istituto, la scuola di formazione dell’Iri) ha aperto in data 7 agosto u.s. una procedura di licenziamenti collettivi per 18 unità su 25 (tante sono, infatti, le unità assunte con contratto a tempo indeterminato delle quali ben 17 sono donne).
L’eccedenza dichiarata corrisponde, dunque, a circa il 72% della forza lavoro che in maggioranza, presumibilmente e per quanto sopra richiamato, potrebbe essere costituita da personale femminile.
Le ragioni che l’azienda ha addotto a sostegno dell’ apertura della procedura sono rintracciabili in una pesante situazione finanziaria che si aggiunge alle note difficoltà di mercato nel settore della formazione.
Eppure non più tardi di tre mesi fa, nel corso di un incontro ufficiale tenutosi, alla presenza delle OO. SS. di categoria e delle RSA presso il Ministero dello Sviluppo Economico, l’azienda aveva accettato di collaborare, unitamente ad altre imprese, all’istituzione di un gruppo di studio orientato a predisporre tutte quelle misure atte a consentire, da un lato, il superamento delle criticità del settore e, dall’altro, la costruzione di un’ipotesi di rilancio aziendale.
Per tutta risposta l’azienda ha aperto la citata procedura con la dichiarata intenzione di abbattere il costo del lavoro del 32% e di prevedere “una trasformazione e riconversione parziale del lavoro e delle attività esercitate dalla Società verso i settori della progettazione, dello sviluppo e della valorizzazione di patrimoni immobiliari finalizzati alla creazione di poli diretti alla ricerca di respiro internazionale”.
Le organizzazioni sindacali esprimono la loro netta contrarietà alla iniziativa aziendale che, anche per le modalità con le quali si sta sviluppando, appare un vero e proprio atto di presunzione e di arroganza finalizzato, esclusivamente, alla espulsione delle 18 unità per poi orientarsi, come esplicitamente si ammette, su altri mercati presumibilmente più redditizi.
Ciò non è, naturalmente, accettabile anche perchè non si può non tenere nel debito conto che l’azienda ha aperto la procedura in un periodo particolare, come l’attuale, con la chiara intenzione di ridurre al minimo le occasioni di confronto con le organizzazioni sindacali dei lavoratori ritenendo di potersi liberare rapidamente, anche attraverso tale “furbizia”, delle risorse da essa ritenute in esubero.
Il sindacato per parte sua pur ribadendo la sua netta contrarietà all’iniziativa aziendale ha, unitariamente e nei tempi previsti, già richiesto l’incontro per l’esame congiunto e resta, pertanto, in attesa di una convocazione.
Roma 14.08.08 Fismic, Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil
RSA Iri Management
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