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Europa - Union Investment
Pubblicato il 02/09/2008 |
da
Monica Mazzanti
I mercati azionari europei nel mese di luglio hanno attraversato un periodo di grandi cambiamenti causati dai contraccolpi della debacle statunitense. L’attenzione degli investitori locali è stata rivolta sui risultati delle banche americane da cui si sperava di trarre una spiegazione di quanto sta avvenendo a seguito del perdurare delle conseguenze della crisi dei mutui subprime.
Grandi cambiamenti
I mercati azionari europei nel mese di luglio hanno attraversato un periodo di grandi cambiamenti causati dai contraccolpi della debacle statunitense. Oltre ai dati economici generali sono stati i risultati della stagione die report relativi ai risultati aziendali del secondo trimestre a segnare gli eventi. L’attenzione degli investitori locali è stata inoltre rivolta sui risultati delle banche americane da cui si sperava di trarre una spiegazione di quanto sta avvenendo a seguito del perdurare delle conseguenze della crisi dei mutui subprime. E’ però accaduto che si è passati da un quasi profondo respiro di sollievo a una forte delusione delle aspettative. Le pubblicazioni die dati aziendali europei hanno dato un’andatura decisamente altalenante ai mercati. I profit warnings della Daimler si sono fatti sentire e i mercati azionari sono finiti preda di turbolenze dovute alle previsioni di rendita annuali riscritte al ribasso, accompagnate da una forte contrazione dei risultati degli investimenti della prima metà dell’anno.
Inoltre, per quanto riguarda l’andamento delle compagnie aeree cosiddette low cost, Easy Jet e Ryanair hanno fatto registrare rilevanti diminuzioni dei profitti. Le previsioni di profitto sono state riviste decisamente al ribasso marcando in questo modo negativamente l’intero settore. Questo crollo è stato provocato in buona parte dalla debolezza della situazione economica generale e dagli elevati costi del combustibile. Anche il settore bancario tedesco ha deluso le aspettative in maniera considerevole. Hanno invece presentato dati per il secondo trimestre superiori alle attese SAP, Siemens e ArcelorMittal. Allo stesso modo, buoni sono stati i risultati resi noti dal produttore inglese di merci di consumo Reckitt Benckiser, che ha tra i suoi nomi Calgon e Kukident. La società ha rispettato le aspettative degli analisti offrendo un’immagine positiva. Un’altro titolo che ha convinto gli investitori dei mercati europei è stato il gruppo alimentare francese Danone. L’attenzione dei mercati si è poi rivolto all’azienda familiare Cooper che potrebbe assorbire la casa fornitrice di prodotti automobilistici Continental.
Sul fronte economico i dati indicano che i tempi si sono fatti estremamente duri anche per i Paesi europei. La crescita ha subìto una chiara frenata e gli ultimi dati relativi ai tassi d’inflazione per il mese di luglio hanno evidenziato una nuova accelerazione die prezzi in area europea pari al 4,1 per cento rispetto ai dati dell’anno scorso. Questo elemento, unito alle ridotte aspettative di profitto delle aziende, fa prevedere che la situazione a breve termine resterà piuttosto difficile per quanto riguarda l’andamento delle Borse azionarie europee che continueranno a registrare una persistente volatilità molto elevata. Sul sentiment degli operatori finanziari pesa soprattutto il prezzo del petrolio (che continua a restare molto alto anche se è un po’ calato rispetto al massimo raggiunto di 147 dollari) così come la forza della moneta europea. Vista la situazione generale è quindi consigliabile assumere un atteggiamento di attesa.
Tutto considerato però, l’alta volatilità è stata appena appena visibile a luglio se la si valuta su base mensile. Il DJ EuroStoxx 50 ha toccato alla fine i 3.368 punti base con un leggero guadagno dello 0,5 per cento e anche il DAX con i suoi 6.480 punti base ha evidenziato un piccolo aumento percentuale.
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