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I mercati obbligazionari internazionali - Union Investment
Pubblicato il 02/09/2008 |
da
Monica Mazzanti
Nonostante ci sia stata una quota di obbligazioni societarie parzialmente negative, i Coroprate Bond nel mese di luglio hanno dimostrato una sorprendente solidità. Alla fine in nessun settore dei Corporate Bond si è registrata un’eccessivo aumento degli spread (l’impatto del rischio) nei confronti dei titoli di Stato.
Nonostante ci sia stata una quota di obbligazioni societarie parzialmente negative, i Coroprate Bond nel mese di luglio hanno dimostrato una sorprendente solidità. Alla fine in nessun settore dei Corporate Bond si è registrata un’eccessivo aumento degli spread (l’impatto del rischio) nei confronti dei titoli di Stato. Nè le notizie sulla generale situazione economica predominantemente negativa , nè i drammatici eventi connessi agli istituti finanziari ipotecari americani Fannie Mae e Freddie Mac hanno portato il mercato del credito incontro a una negatività con effetti a lungo termine. Ora infatti la solidità finanziari di entrambi gli istituti è garantita dalla banca emittente americana e del governo americano. Dopo il salvataggio di Bear Stearns, è la seconda volta in poco tempo che si allontanano i pericoli di una crisi dell’intero sistema nel settore finanziario e gli operatori hanno reagito con un sospiro di sollievo. Il primo evidente risultato è stata l’ulteriore contrazione degli spread. Nel complesso, il mercato obbligazionario societario è stato segnato da una leggera ripresa delle attività e dalla conseguente ampia sistemazione del mercato secondario.
Nel frattempo, due sono stati i settori al centro dell’interesse genrale degli operatori finanziari: il settore bancario e il settore automobilistico. Rispetto al settore bancario nella sua totalità (il cui andamento era già stato corretto al ribasso) la maggior parte delle banche d’investimento hanno soddisfatto i dati previsti per i risultati trimestrali. Questo vale soprattutto per Wells Fargo, JP Morgan Chase, Citibank, Bank of America e Credit Suisse, mentre Merrill Lynching e Wachovia hanno dovuto ammettere ancora una volta dati deludenti, discostandosi dalla generale tendenza positiva. Anche nel settore automobilistico che si trova stretto nella morsa di una situazione economica di crescita più debole e del costante aumento del prezzo del petrolio e del materiale da lavorare non vi è stato un andamento omogeneo. I grandi produttori, come Volkswagen, Fiat e Peugeot, ne sono usciti ancora una volta bene. I „tre Grandi“ americani invece hanno finito per perdere ulteriori quote di mercato interno a causa di errate politiche di prodotto. Persino la marca leader Daimler si è vista costretta a dichiarazioni negative. Il gruppo di Stoccarda ha infatti dovuto annunciare un profit warning per l’anno in corso.
E così si vede come, ancora una volta, l’andamento complessivo dello scenario economico internazionale si rifletta in maniera sempre più evidente nei risultati delle società industriali. Quello che ora fa più paura sono l’abbassamento dei rating (come è ultimamente accaduto a Merck e Carrefour), un ulteriore aggravarsi della crisi del credito e l’aumento delle acquisizioni. In Germania, nello specifico, è stata il caso Schaeffer/Continental ad attirare su di sè grande attenzione. L’attuale livello degli spread però offre ancora decisamente un adeguato premio di rischio per chi vuole operare con successo nel mercato dei Corporate Bond, anche se non bisogna sottovalutare la possibilità che vi siano comunque alcuni isolati casi pericolosi.
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