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Provvedimenti fiscali europei contro i mega-stipendi dei manager
Pubblicato il 02/09/2008 |
da
Monica Mazzanti
La proposta, circolata tra tutte le maggiori capitali europee di calmierare per via legislativa gli aumenti di stipendi e bonus dei dirigenti che, negli ultimi anni in particolar modo, sono stati 10 o 15 volte più consistenti del relativo aumento riservato ai dipendenti, è giusta per il 75% (contro solo un 5% che la ritiene ingiusta) dei partecipanti al sondaggio di eFinancialCareers sull’argomento.
La proposta, circolata tra tutte le maggiori capitali europee di calmierare per via legislativa gli aumenti di stipendi e bonus dei dirigenti che, negli ultimi anni in particolar modo, sono stati 10 o 15 volte più consistenti del relativo aumento riservato ai dipendenti, è giusta per il 75% (contro solo un 5% che la ritiene ingiusta) dei partecipanti al sondaggio di eFinancialCareers sull’argomento. Pessimista è stata la risposta del 9% che reputa questi passi legislativi inefficaci, mentre il 7% li giudica inadeguati e il 4% addirittura immotivati.
Come si ricorderà, in casa nostra il dito è puntato su quei manager che hanno visto aumentare le loro retribuzioni del 29% nel solo 2007 a fronte del 2,3% di quelle dei dipendenti: un bel salto se consideriamo l’andamento negativo dei risultati aziendali nell’annata.
L’approccio più radicale al problema sembrerebbe quello proposto dal ministro delle finanze olandese che prevedrebbe di punire con un innalzamento del 15% delle tasse che una azienda dovrebbe pagare per gli emolumenti superiori al milione di euro. Anche in Germania e Gran Bretagna si discutono misure simili con metodi destinati a congelare e calmierare soprattutto i bonus di fine anno, individuati come causa dei troppi rischi che si è disposti a correre pur di permettere ai dirigenti di centrare gli obiettivi e assicurarsi elargizioni sempre più copiose.
La via legislativa sarà la più efficace? Forse no, ricordando quello che è successo con le IPO il cui primato è scivolato da Wall Street verso Hong Kong a seguito delle rigide prescrizioni della Sarb-Ox. Occorrerà, forse, un radicale cambio di cultura finanziaria per evitare che norme restrittive finiscano solo con spingere manager e affari verso lidi più favorevoli con condizioni legislative più rilassate.
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