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L'analisi di Gaetano Mastellone. La città di Sorrento, commento ai dati Bankitalia al 31.12.2007
Pubblicato il 03/09/2008 |
da
Gaetano Mastellone
Cresce l'indebitamento, crisi del turismo e dell'economia locale. La ricetta è unire le forze e sfidare il futuro.
Il contesto economico attuale è “uno dei più difficili mai visti”, lo ha anche affermato recentemente il dott. Mario Draghi attuale Governatore della Banca d’Italia. A livello mondiale si è registrato un rallentamento dell’attività economica, un aumento del tasso di disoccupazione ed un balzo in avanti dell’inflazione. Siamo entrati nella voragine di una crisi profonda. Tempi duri quindi per le famiglie italiane e per le imprese. L’indebitamento degli italiani è salito del 93,28% tra il 2002 ed il 2007, quali sono state le cause? Colpa della bolla immobiliare e dei mutui contratti per comprare casa? Colpa del rallentamento dell’economia? Colpa dell’alto tasso di disoccupazione e del deciso peggioramento del tenore di vita? Un pò di tutto ciò, ma anche grandi colpe della politica di governo fatta di aumento di tasse e quindi di busta paga più leggera!! Le famiglie italiane sono state quindi spinte a chiedere prestiti ed a ricorrere sempre più insistentemente al credito al consumo. In cinque anni il record della crescita del debito appartiene alla città di Napoli con un aumento del 116,36%. E la nostra città di Sorrento, quali sono i suoi dati? Anche a Sorrento spira il vento della crisi che in base ai dati statistici appare particolarmente grave ed i dati ufficiali e pubblici distribuiti dalla Banca d’Italia sulla città di Sorrento sono eloquenti del disagio e dell’affanno esistente. Rispetto al 2002, l’indebitamento totale (famiglie ed imprese) esistente è cresciuto del 90% raggiungendo i 416 milioni di euro di esposizione. La raccolta diretta (la ricchezza di denaro pronto e disponibile) invece è cresciuta appena del 21% attestandosi a 219 milioni di euro. Questi dati “si leggono” così: la città riesce a risparmiare poco, mediamente come il tasso d’inflazione, mentre s’indebita ad un ritmo di crescita medio del 18% annuo. Anche la “risparmiosa” Sorrento, tanto appetita dalle banche che negli ultimi dieci anni hanno aperto tantissimi sportelli, è passata da “formica” a “cicala”. La clessidra si è rovesciata. Il mio suggerimento è questo. E’ inutile nascondere il problema, è inutile tenere “ovattata” la situazione, oggi necessario, ed importante per il futuro, unirsi, reagire e predisporre un articolato programma di sviluppo economico che coinvolge tutta la città perché in economia i problemi vanno subito affrontati. La realtà è che ci troviamo nel bel mezzo di un’economia “molle” dove i redditi ed i fatturati sono in fase calante. Il pericolo maggiore, in situazioni del genere, è che la classe imprenditoriale “tira i remi in barca” e resta in attesa. A mio parere quest’atteggiamento “passivo” è profondamente errato. Questi sono proprio di momenti di “riflessione” e di “cambiamento” delle strategie e dei programmi. A Sorrento abbiamo davanti a noi una grande sfida, la crisi deve unirci e non deve farci paura. Cosa occorre? Politica, banche, imprese e professionisti consulenti devono lavorare insieme come se creassero una pseudo “società mista a quattro”. Occorre ragionare con questo tipo d’obiettivo: abbandonare il “io vinco - tu perdi” ed imboccare la strada del “io vinco se tu vinci”. Lavorare insieme, solo così si uscirà dalla crisi attuale anche se restano le problematiche e le perplessità evidenti dell’anello debole oggi esistente della citata “società a quattro”, la classe politica.
Gaetano Mastellone
Link:
www.mastellonegaetano.com
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