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Turismo in Italia: presenze alberghiere in calo del 2,5% nei primi nove mesi del 2008

Pubblicato il 27/09/2008 | da Alessandro Casu


Si dicono preoccupati alla federalberghi ed infatti a leggere i dati dei primi nove mesi del 2008 c’è poco da stare allegri.

Gli alberghi italiani hanno visto calare le presenza da 214,9 a 209,4 milioni con una perdita quindi di 5,5 milioni di notti di soggiorno; una cifra che preoccupa e che fa riflettere su cosa fare in futuro per recuperare.
E’ anche possibile che i 5,5 milioni di notti persi dagli alberghi siano stati usufruiti in strutture non comprese nel censimento (B&B, Agriturismi, affittacamere, ecc.) tuttavia il dato è comunque un campanello d’allarme da non trascurare.
Negli alberghi sono mancati sia gli italiani che gli stranieri, con varie percentuali a seconda dei mesi; perdono punti le località di mare e le città d’arte, le uniche a guadagnare presenze sono state le località sui laghi.
Gli americani, mito degli albergatori, nel solo trimestre giugno, luglio e agosto sono diminuiti del 21,4% rispetto allo stesso periodo del 2007.
A pagare il prezzo più alto, in termine di flessione, sono state le località termali ben il 9,4% di presenze in meno rispetto al 2007, meno 3,9% italiane e addirittura il 17,8% quelle straniere.
I dati di cui sopra non possono che riportarci ad una vicenda che negli ultimi tempi è stata fin troppo “sviscerata”, quella di Alitalia, infatti a causa della sua crisi il nostro paese sta subendo una sorta di “isolamento” da gran parte delle destinazioni mondiali che potrebbero generare traffico turistico e d’affari.
E in futuro non andrà meglio perchè pare che la nuova Alitalia manterrà pochissime rotte internazionali e intercontinentali e questo si tradurrà in un gravissimo danno per l'industria alberghiera e della ricettività in genere.
Ma questo problema fino ad oggi sembra non essere stato preso troppo in considerazione, pare quasi che non esista, mentre invece non solo è reale ma, per una nazione come l’Italia, che ha una stagionalità turistica molto ampia, e quindi miriadi di aziende e soggetti collegati quali ristoranti, musei, mezzi di trasporto e altri, è allarmante ai massimi livelli, considerando il numero di addetti che ne traggono la sopravvivenza.
La concorrenza di altri paesi è sempre più agguerrita, offrono buoni prodotti, facilmente raggiungibili in multimodalità, buoni prezzi e infrastrutture migliori delle nostre: Aeroporti, Porti, Autostrade, Ferrovie; se è vero che “non è mai troppo tardi” bisogna fare in fretta a recuperare il tempo e i turisti perduti, prima che le percentuali di perdita diventino a due cifre e prima di scivolare (sarebbe assurdo per un paese a vocazione turistica come l’Italia) ai margini del mercato mondiale.

Ivano Camponeschi


Link: BLOG - italybyitaly

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Alessandro Casu
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