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Intesa Marrazzo-Sacconi, un buco nell’acqua
Pubblicato il 01/10/2008 |
da
Valentina Lombardi
Marinelli (Italia dei Diritti) sul caso sanità Lazio: “Serve una razionalizzazione del sistema, non provvedimenti che lasciano il tempo che trovano”.
Roma – “E’ solo una goccia in mezzo al mare”. Così Vittorio Marinelli, responsabile per la regione Lazio dell’Italia dei Diritti, commenta il via libera allo stanziamento di una prima fetta di finanziamenti destinati a risanare parte della sanità regionale. 1 miliardo di euro entro la settimana e un 1 miliardo e 300 milioni entro fine anno. Queste le cifre deliberate dal Consiglio dei Ministri in seguito all’intesa raggiunta ieri tra il presidente della Regione Piero Marrazzo e il ministro del Welfare Maurizio Sacconi.
“Bisogna risolvere il problema alla radice – dice Marinelli – cercando di arginare e di conseguenza rimuovere la causa reale del dissesto sanitario regionale. Al contrario perseverare su questo modo di agire, ovvero attraverso finanziamenti risicati e privi di logica, si allontana soltanto il momento di una crisi più dannosa di quella attuale”. “Il collasso del settore – aggiunge - deve essere impedito attraverso un provvedimento di razionalizzazione del sistema che imponga misure specifiche volte al risparmio e non all’arricchimento di quelle categorie che hanno incrementato le proprie fortune usufruendo di provvedimenti, come quest’ultimo, che lasciano in realtà il tempo che trovano”.
Con queste dichiarazioni l’esponente del movimento Italia dei Diritti punta il dito contro le industrie farmaceutiche private che sono le vere responsabili del deficit sanitario italiano e i metodi fallaci messi in atto dagli organi competenti che non hanno saputo impedire il completo dissesto del settore sanità.
“Il primo passo verso un riassetto del sistema – conclude Marinelli - andrebbe compiuto puntando sulle medicine alternative e complementari, meno costose ma non per questo meno efficaci. Un’altra misura da poter mettere in atto in maniera immediata e che garantirebbe un risparmio almeno del 30-40% sulle spese potrebbe essere la vendita della dose esatta del farmaco così come avviene già da tempo in Gran Bretagna. Tuttavia l’intervento più incisivo e allo stesso modo risolutivo del problema gestionale che incide negativamente sulle cassa della sanità, sarebbe il ritorno ad una direzione pubblica e il ridimensionamento delle numerose deleghe amministrative che sono state generosamente elargite ai privati”.
Ufficio Stampa Italia dei Diritti
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