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I mercati azionari americani nel mese di settembre si sono presentati in forte caduta e hanno dovuto pagare lo scotto dell’intensificarsi della crisi del settore finanziario. Si è arrivati di fatto alla nazionalizzazione degli istituti finanziario immobiliari Fannie Mae e Freddie Mac e per quanto riguarda il maggior gruppo assicurativo del mondo, l’American Internationall Group (AIG) la FED ha promosso un prestito d’emergenza che ha raggiunto gli 85 miliardi di dollari e così Washington ha praticamente preso il controllo dell’istituto finanziario. Per di più il più grosso costruttore edile americano, la Washington Mutual, è stata messa sotto sequestro statale. Citigroup ha acquisito la traballante Wachovia e la Merrill Lynch è stata comprata dalla Bank of America per 50 miliardi di dollari. La maggior banca giapponese UFJ Mitsubishi si è accaparrata la Morgan Stanley e il leggendario investitori americano Warren Buffet ha investito 5 miliardi di dollari nella Glodman Sachs. L’insolvenza del colosso bancario americano Lehman Brothers che non è riuscito a ottenere l’intervento del governo USA nè il sostegno della banca emittente ha poi provocato reazioni particolarmente violente del mercato.
Tutto questo ha costretto in pratica Washington a intervenire con un piano di soccorso di 700 miliardi di dollari che deve sostenere la base del sistema finanziario ancora in attività. Ma i mercati non hanno potuto tirare il fiato a lungo. Quando in un primo momento il Congresso americano non ha dato via libera al progetto i corsi sono nuovamente crollati. Il Dow Jones Industrial Average (DJIA) in un solo giorno ha perso 778 punti base, il 7 per cento del suo valore. Poi la situazione è andata normalizzandosi perchè i mercati hanno mantenuto la speranza di un’approvazione del piano di salvataggio, anche se alla fine di settembre il DJIA ha dovuto comunque registrare una perdita del 6 per cento su base mensile.
Mentre gli occhi degli operatori sono puntati quasi esclusivamente sull’andamento del settore finanziario, sono stati resi noti i dati economici. Ma anche da qui nessuna notizia positiva perché si tratta di cifre che non offrono un quadro particolarmente positivo del panorama economico americano.