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Autore: Ferdinando Sapio
Azienda: Ferdy Sapio
Web: http://www.ferdysapio.it/


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Le icone sacre di Ferdy Sapio

Pubblicato il 07/10/2008 | da Ferdinando Sapio


Le icone di Stupore Mistico.

RELAZIONE

E’ davvero soprendente il corso che ha avuto la mia attività artistica, da quando ho iniziato ad intraprendere nuove tematiche per i miei lavori, non più canzoni di enorme successo popolare, ma piccole pillole di fede, umili rappresentazioni di ciò che ad un artista succede dentro. Questa nuova visione della vita mi ha condotto alla creazione di un progetto culturale che ho autofinanziato con amore e puro senso artistico è stato fatto. Questa mostra chiude un ciclo del progetto culturale Stupore Mistico. Molte icone riguardano madonne degli affreschi delle cripte vulturine, altre legate al francescanesimo e alle antiche icone del convento di S. Caterina sul Sinai. Molte di queste opere le ho esposte nelle mostre di Fermo, Melfi ed Assisi, Ginestra, Monticchio (2008).
Ho proprio svolto il tema del romanzo con tutte le arti che conoscevo e sono soddisfatto dei risultati delle diverse forme artistiche.
Con le parole del libro ho parlato del Melfese nel medioevo, la sua importanza storica e spirituale; ho rincorso profezie, leggende e storie vere di santi, anacoreti, cavalieri, di pittori di chiese rupestri, e sono nate canzoni medievali, composizioni musicali sulle poesie di Federico II o i testi di San Francesco, (che credo sia passato per queste contrade).
Dalla pubblicazione del cd, è stato prodotto un dvd con videoclip delle canzoni, interamente girato in zona, nei luoghi storici del romanzo e le immagini sono un apporto scenografico molto importante per far conoscere il territorio lucano del nord.
Così questa mostra ricalca le suggestioni mistiche del romanzo e sono diventato un personaggio del libro “Samuel” l’artista che da Antiochia arriva a Melfi a dipingere le cripte delle laure basiliane.
In questa fusione di anime sono venute fuori le opere di Stupore Mistico che compongono un cammino di fede e che porteranno il visitatore a confrontarsi con immagini sacre sulle quali hanno pregato milioni di fedeli per tanti secoli.
Come per esempio la santa Lucia che io ho proposto sulle locandine, proviene da un affresco della chiesa omonima tra Melfi e Rapolla detta anche dei Giaconelli; è un’icona meravigliosa ed è stata dipinta nel XII secolo da una mano bizantina, che poi dipingerà anche alcuni affreschi della chiesa di S. Margherita.
Si può notare la preziosità delle vesti e la croce di Gerusalemme tra le mani. Questa stessa croce la ritroviamo anche nella chiesa di S. Margherita e questo simbolo potentissimo ai tempi delle crociate, denota l’importanza di questa regione nell’alto medioevo.
Forse queste chiese venivano erette per i fedeli e i pellegrini che attraversavano questa regione, lungo il viaggio per la Terra Santa e certamente c’era un fermento religioso molto forte all’epoca.
Tra Melfi e Rapolla doveva essere una specie di monte Athos in Grecia, con tante comunità monastiche basiliane e con l’arrivo dei Normanni, cambiarono gli equilibri e si tennero nel castello di Melfi cinque Concili papali determinanti per la storia della Chiesa.
Ecco, che queste riproduzioni di affreschi bizantini del Vulture, vogliono essere anche un s.o.s affinchè vengano conservati con più attenzione e dar loro l’importanza che meritano.
Se si pensa che certe immagini sono state dipinte prima di Giotto, è sorprendente come siano quasi nell’oscurità, nel silenzio dell’eternità e iniziano a deteriorarsi giorno per giorno e così cancelliamo la nostra storia, il nostro passato, la nostra cultura...
Lungi da me il fare il profeta, sto, artisticamente e spiritualmente cercando nelle mie origini, la mia cristianità e quella di questo popolo, così assorto, solo. Eppure è cultura scrivere un libro, fare un cd, un dvd, è cultura teatralizzare il tutto, ma è con un muro che vai scontrarti, per far capire la validità di un progetto a chi a priori non ti calcola, perché non sei sotto il suo ombrello politico o non sei raccomandato da nessuno. Io continuo a fare in ciò che credo e penso che il pubblico sarà l’unico a poter giudicare il mio progetto, sempre se mi danno la possibilità di arrivarci.
A coloro che mi hanno promesso una mano, che regolarmente non mi hanno dato, vorrrei dir loro che un paese è vivo e vegeto quando circolano le idee, quando la cultura diventa uno specchio della realtà di un territorio, ma se siete i primi a non permetterlo, allora è davvero la fine. Sono emigrato da questa regione ventotto anni fa e il mio ritorno ha dato solo una freddissima accoglienza.
Nei miei recenti lavori “L’arco di San Lorenzo” e “Stupore mistico” ho messo dentro tutto il mio DNA, in due momenti storici molto importanti per la storia di Melfi e della Lucania, ma se da una parte la mia ricerca interiore ed artistica mi ha condotto in Basilicata, dall’altra prendo le distanze da una società muta, che purtroppo non ha avuto nessuna attenzione dei miei progetti culturali. I miei santi in paradiso sono versi santi, non politici indifferenti.
D'altronde io ho vissuto più a Milano che a Melfi e, forse, della mia città d’origine conservo un’idea romantica che stride con l’apatia vigente che per me ha significato: indifferenza, impossibilità di diffusione della cultura e quindi involuzione ed incultura. Invece confido molto nella gente comune e nel vero sentimento del popolo lucano che potrà gradire quello che ho fatto e sudato. Sto solo localizzando e rappresentando la storia di un popolo nella globalizzazione generale, per il resto sono felice d’aver spletato questo progetto culturale perché così il cuore mi ha comandato...Lascio che sia lo Spirito a guidarmi nel cammino.
Ferdy Sapio



Link: http://www.ferdysapio.it

Autore della pubblicazione:
Ferdinando Sapio
Ferdy Sapio
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