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Confesercenti Venezia: un progetto per riqualificare Noale
Pubblicato il 26/10/2008 |
da
Micaela Scapin
Noale potrebbe essere un modello per valorizzare le città storiche venete.
Da Noale un modello di rilancio per tutte le città del Veneto. Si è svolto oggi al cinema Teatro, Sala S. Giorgio in Piazza Castello a Noale, il convegno organizzato dalla Confesercenti regionale, in collaborazione con Ancestor (l’Associazione nazionale Centro storici) dal titolo “Il commercio motore del rilancio. Il ruolo delle attività commerciali nei centri storici”.
Durante il convegno è stata presentata la nascita della sede noalese di Ancestor, l’Associazione nazionale Centro storici. L’associazione ha come obiettivi la rappresentanza specifica e la promozione dei centri storici dal punto di vista commerciale, dei servizi e in generale delle attività economiche che vi operano; nonché la valorizzazione e la tutela complessiva del contesto urbano, anche in funzione della salvaguardia del patrimonio economico, storico, culturale delle città italiane.
Accessibilità, viabilità, parcheggi, trasporti pubblici e sicurezza urbana: sono questi i fattori che permettono la rivitalizzazione dei centri storici. La Confesercenti provinciale è da sempre impegnata attraverso progetti ed iniziative a potenziare la competitività dei nuclei storici delle città. Sarà costituito un centro di studi e di formazione diretto ad imprenditori e professionisti che operano nelle città. Il ruolo del Centro studi sarà quello di avviare un dialogo continuo e costante con la pubblica amministrazione di Noale. “Creiamo lo strumento attraverso il quale sarà possibile avviare lo sviluppo dei centri storici – ha affermato Maurizio Franceschi, Segretario provinciale Confesercenti - Attraverso momenti di confronto, seminari e ricerche si affronteranno i grandi temi della trasformazione urbana”.
Anche se negli ultimi anni sono aumentati gli investimenti riservati dalla pubblica amministrazione per la riqualificazione territoriale e il potenziamento infrastrutturale di Noale, esistono ancora alcuni punti di debolezza. Tali elementi si sono sviluppati ed ampliati, diventando vere e proprie problematiche, in seguito allo sviluppo della città e delle sue attività imprenditoriali. “La statale 515 Padova – Treviso divide in due la città – ha spiegato Maurizio Franceschi - Questa strada, pur essendo un importante snodo viario, di fatto è un elemento che taglia a metà il Paese creando delle inevitabili conseguenze anche sullo sviluppo del commercio, della fruibilità del centro e dell’attrattiva degli stessi negozi”.
L’impegno della Confesercenti è di lavorare ad un progetto di riqualificazione del centro perché Noale, così come anche per Mirano dove si svolgerà un convegno il 23 novembre, possano essere presi come esempio da altre città venete. Affrontando le problematiche dei parcheggi, dell’uso degli edifici, della manutenzione urbana e della pedonalizzazione sarà possibile ridare quel ruolo di centralità sociale ed economica che storicamente hanno avuto le piazze e le strade delle nostre città.
Per avviare il progetto si parte dallo studio dei fattori problematici determinanti per i centri storici, per il commercio, per le attività economiche presenti e che, specularmene, diventano altrettanti vantaggi competitivi per i centri commerciali pianificati. I risultati dell’analisi, vengono poi presentati dalla Confesercenti alla pubblica amministrazione la quale deciderà l’ambito dell’intervento. “Collaboriamo con le amministrazioni pubbliche locali – ha affermato Franceschi – con l’obiettivo di rilanciare un modello di sviluppo commerciale compatibile ed altre realtà del Veneto. Ovviamente il modello è mutevole e si deve adattare alle differente esigenze e caratteristiche di ciascuna realtà”.
Il Centro studi si propone come strumento per analizzare non soltanto i cambiamenti dei centri storici, ma anche sociologici della comunità. “Vogliamo collaborare con i commercianti e le pubbliche amministrazioni – ha proseguito Franceschi - per comprendere quali sono le nuove esigenze dei cittadini. Il cliente - utente, oggi, è molto più esigente di un tempo. Si registra una costante ricerca a migliorare la qualità della vita anche attraverso semplici accorgimenti. Si lascia a casa l’auto; ci si sposta a piedi oppure con i mezzi pubblici”. Proprio per questi motivi i centri storici devono essere accessibili a tutti; devono essere facilmente raggiungibili; devono garantire l'efficienza dei servizi, la qualità e la sicurezza urbana.
“Non esiste la differenza tra polo di piccole e di grandi dimensioni – ha affermato Renato Chisso, assessore regionale ai Trasporti – Noale, come Mirano, come anche Treviso sono centri di grande attrazione per il pubblico. E’ proprio da questo punto che si deve partire per avviare un progetto di valorizzazione del centro storico della città; per ampliare e consolidare l’esigenza della gente di trascorrere il proprio tempo libero all’aperto”. Chisso ha poi ammesso: “E’ vero: è un delitto che i centri di Noale e Mirano siano ancora attraversati dalle auto. Al riguardo, però, è necessario effettuare interventi preventivi prima della pedonalizzazione. Ciò significa anche nuovi parcheggi. E, per questo ultimo punto, chiedo la collaborazione dell’amministrazione comunale per avviare uno studio e la realizzazione di nuovi posteggi”.
I centri storici sono luoghi privilegiati per l'offerta commerciale di qualità? Oppure esistono delle difficoltà strutturali per raggiungerli? Se sì quali? Chi sono i consumatori che preferiscono compiere i loro acquisti negli esercizi specializzati del centro? Che opinione hanno della qualità dei prodotti; dell’assortimento; dei servizi; del rapporto client-commerciante? Cosa ne pensano di fattori problematici come la sicurezza, le infrastrutture e l'accessibilità? Questi sono alcuni dei principali temi che potranno essere trattati nella prossima ricerca del Centro studi e formazione della Confesercenti.
“Con la provincia di Venezia e con il convegno di oggi di Noale – ha affermato Maurizio Franceschi - si avvia una nuova tappa per rilanciare e studiare la competitività di questi poli attrattivi. E’ ovvio – ha concluso – che tutto ciò sarà possibile soltanto se si fermerà l’espansione dei grandi outlet e dei centri commerciale”. Chiara l’allusione all’apertura dell’Outlet di Noventa di Piave e al dibattito sulla Legge Regionale n. 15 del 2004 che ha introdotto nuove norme di progettazione per l'insediamento di attività commerciali, introducendo il limite dimensionale di 15mila mq per i grandi centri commerciali. La legge disciplina anche gli outlet e impone l'obbligo di sottoporre a valutazione di impatto ambientale tutti gli ampliamenti delle superfici destinate alla vendita dei prodotti.
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