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Confesercenti del Veneto interviene sulla crisi economica
Pubblicato il 11/11/2008 |
da
Micaela Scapin
Maurizio Franceschi, Segretario regionale Confesercenti Veneto: “Le assunzioni a settembre 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007 si attestano al -10%. La contrazione è pesante nel comparto manifatturiero (meccanica, sistema moda, occhialerie e concia). Dati negativi per i licenziamenti individuali delle piccole imprese venete: 8.500 licenziamenti nei primi nove mesi del 2008 (dei quali circa 2.000 solo nel settore del commercio), contro i 6.200 dei primi mesi del 2007
Dall’avvio di una nuova discussione sulla legge regionale sul commercio e sulla grande distribuzione alle aperture domenicali dei “Factory Outlet”; dalla ridefinizione dei “Farmer Market” ad una maggiore concertazione tra Regioni per l’avvio dei saldi. Questi sono soltanto alcuni dei temi trattati durante l’incontro che si è tenuto oggi tra Maurizio Franceschi, segretario della Confesercenti del Veneto, i rappresentanti del Direttivo regionale e l’Assessore alle Politiche dell'Economia della Regione Veneto, Vendemiano Sartor. “In questo momento di forte crisi economica – ha affermato Maurizio Franceschi – per i commercianti e di riflesso per tutti i cittadini, è fondamentale arrivare alla risoluzione di alcuni importanti temi. Sto parlando del proliferare di vendite promozionali, della creazione di nuove strutture che non aiutano i consumatori (i “farmer market” e i “factory outlet”), della mancanza di una concertazione tra regioni del programma dei saldi stagionali”.
Il segretario provinciale della Confesercenti del Veneto ha illustrato l’attuale momento economico e finanziario ad una nutrita platea di imprenditori intervenuta all’incontro con l’assessore presso la sede della Confesercenti di Padova: “La dinamica economica regionale è condizionata da una modesta crescita. Le ultime previsioni di luglio (fonte Prometia) indicano una crescita economica pari allo 0,6 %; ma credo che gli avvenimenti di queste ultime settimane ridimensioneranno le previsioni previste”. “In Veneto – continua Franceschi - abbiamo tutti indicatori di segno negativo. Le assunzioni a settembre 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007 si attestano al -10%. La contrazione delle assunzioni è pesante nel comparto manifatturiero (meccanica, sistema moda, occhialerie e concia) e riguarda soprattutto contratti di lavoro a tempo indeterminato. Gli effetti di questo andamento negativo sono duplici: si assiste all’abbassamento del turn over ed il progressivo abbassamento dell’occupazione”.
Il difficile momento congiunturale è attestato soprattutto dalla crescita del ricorso agli ammortizzatori sociali. In Italia sussidi di disoccupazione ordinaria sono aumentati del 47%; a seguito dei licenziamenti collettivi sono in crescita anche gli inserimenti nelle liste di mobilità. I dati sono allarmanti anche per quanto riguarda i licenziamenti individuali delle piccole imprese venete: 8.500 licenziamenti nei primi nove mesi del 2008 (gennaio settembre), contro i 6.200 dei primi mesi del 2007. Nel 2008 il commercio, nell’ambito della regione, ha registrato 1566 licenziamenti individuali e 326 collettivi. La cassa integrazione nei primi sette mesi dell’anno ha registrato, rispetto allo stesso periodo del 2007, un incremento del 60%. “Sono cifre che testimoniano la situazione di rallentamento della crescita dell’economia veneta. Ad aggravare questa già difficile situazione assistiamo, da alcuni anni, ad un andamento dei consumi stagnante”. Secondo Franceschi è fondamentale affrontare la tempesta economica e finanziaria disincentivando il consumo del territorio, privilegiando il rafforzamento dei poli esistenti. Ciò significa non bloccare lo sviluppo, ma orientarlo verso una crescita più equilibrata capace di valorizzare il commercio nei centri urbani. Favorire la riqualificazione dei poli esistenti che, con il passare del tempo rischiano di trasformarsi da centri d’’attrazione in brutti scatoloni vuoti. Un esempio vicino a noi è il multisala di Marcon, del quale è stata annunciata la prossima chiusura.
Di seguito riportiamo i temi e le posizioni della Confesercenti Regionale riguardo ai grandi temi del commercio
_ Legge sul commercio. “Abbiamo richiesto questo incontro – ha detto aprendo i lavori Maurizio Franceschi - per riprendere i temi che sono di competenza regionale relativamente alla legge quadro sul commercio (la Legge regionale 13 agosto 2004, n.15), la cui programmazione è scaduta ad agosto 2008. La legge con validità triennale indicava la superficie massima di vendita dei grandi centri commerciali”. La Confesercenti regionale giudica tale disciplina “estremamente negativa e dannosa” per il commercio e soprattutto per la sopravvivenza dei negozi presenti nei centri urbani. “Chiediamo alla Regione – ha affermato Franceschi – di creare una legge quadro di programmazione dei differenti ambiti e settori del commercio. Nella struttura della prossima legge, la programmazione delle aree deve avere, come obiettivo primario il rilancio e la riscoperta del ruolo del commercio nella città. Si devono quindi evitare insediamenti della grande distribuzione nelle aree extraurbane; favorendone, invece, l’insediamento nelle zone interne alla città attraverso il recupero di aree e manufatti importanti. Inoltre – ha concluso il segretario regionale della Confesercenti – nella programmazione dei mega insediamenti dovranno essere fissati i criteri per evitare impatti devastanti sulle città. Quindi, l’impatto deve essere pari a zero”.
_ Centri storici. “Non c’è più tempo da perdere. La regione Veneto deve darci una risposta chiara riguardo alla disciplina che dovrebbe riqualificare i centri storici delle città venete, prevedendo risorse ed interventi a favore del commercio”. La Confesercenti del Veneto propone la formazione di figure professionali con il compito di “gestire” i centri cittadini come dei grandi centri commerciali naturali. “E’ fondamentale avviare delle azioni di marketing urbano per promuovere e gestire i centri città in maniera unitaria e coordinata”.
_ Questione “Factory Outlet”. La Confesercenti ha una posizione chiara e irremovibile riguardo all’apertura dei “Facroty Outlet” e di tutti i centri commerciali: “Non ci sono scorciatoie – ha proseguito Franceschi – le aperture previste dalla legge sono otto durante tutto l’anno, più un’apertura straordinaria in occasione del Natale. Eventuali deroghe sono previste esclusivamente per le città d’arte e turistiche”.
_ Vendite promozionali e saldi. L’incontro con l’assessore Sartor rappresentava l’occasione anche per discutere della questione “vendite promozionali” e dei saldi in relazione al periodo di crisi dei consumi. In risposta al dilagare di “vendite promozionali” e in risposta alle richieste sempre più numerose di chi chiede di anticipare a novembre il periodo dei saldi, Franceschi ha affermato: “Noi pensiamo che sia giusto mantenere le vendite promozionali come sono oggi, con una netta differenziazione e divisione dai saldi. Il saldo è una garanzia per il consumatore: sa il prezzo di partenza e quello in seguito allo sconto”. Franceschi ha chiesto alla Regione Veneto di posticipare i saldi di un mese e di avviare un tavolo i concertazione con le Regioni per stabilirne il periodo di inizio. L’obiettivo è di sincronizzare il periodo dell’avvio dei saldi. In realtà si assiste alla corsa tra le differenti Regioni ad anticipare il periodo dei saldi. “Ciò – ha concluso Franceschi – compromette gravemente l’andamento dei ricavi delle piccole e medie imprese”.
_ Farmer Market. “La risposta dei “Farmer market” alla crisi economica è assolutamente pura demagogia. Stiamo parlando di un problema reale: crisi dei consumi e difficoltà della gente ad arrivare fine mese”. Secondo il segretario regionale di Confesercenti in questo modo si crea soltanto una nuova forma di concorrenza sleale nei confronti dei negozi: “Questi negozianti vendono la merce ad un prezzo inferiore rispetto ad altri, perché non hanno la stessa tassazione, hanno un “banchetto” e non devono pagare una locazione molto elevata; molte volte non emettono nemmeno gli scontrini fiscali. E per un consumatore che risparmia, ci sono altrettanti negozianti che ne risentono in maniera negativa. Cerchiamo quindi di trovare delle nuove e vere forme di collaborazione tra la produzione e la vendita dei prodotti al fine di favorire veramente i consumatori”.
_ Distribuzione carburante. La Confesercenti regionale propone la razionalizzazione della rete di vendita degli impianti di carburante.
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