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Corso di drammaterapia a roma, 'the creative drama & in-out theatre'
Pubblicato il 11/09/2009 |
da
Flavia Pitorri
Il CDIOT anche quest’anno riapre con un laboratorio teatrale che inizierà a settembre e continuerà con incontri serali bimensili al venerdì, sino al prossimo giugno. Attraverso l’ intervento di diversi docenti dell’area psicologico-formativa ed artistica e lo studio di testi teatrali, gli iscritti svilupperanno la conoscenza pratica e teorica della drammaterapia e della sua metodologia, così come formulata dal direttore, lo psichiatra-psicoterapeuta E. Gioacchini.
CORSO DI DRAMMATERAPIA A ROMA, “THE CREATIVE DRAMA & IN-OUT THEATRE”
Il Creative Drama & In-Out Theatre (C.D.I.OT.), sponsorizzato dalla SIISCA (Società Italiana di Ipnosi Sperimentale Clinica & Applicata, 1988), è stato creato nel 2008 come estensione “artistica” dell’Atelier di Drammaterapia Liberamente (2006) Il C.D.I.OT., infatti, nasce all’interno dell’esperienza triennale dell’Atelier di Drammaterapia Liberamente, fondato e diretto dallo stesso professionista. Mentre l’Atelier ha lo scopo di divulgare concetti e metodologie proprie che si riferiscono ad una originale individuazione teorica e pratica della Drammaterapia e del processo drammaterapico, nei suoi vari contesti applicativi, il C.D.I.O.T. ne costituisce la naturale evoluzione artistica, come vera e propria forma di Teatro.
La Drammaterapia dell’Atelier Liberamente e le sue linee teoriche...
La metodologia si riferisce alle linee guida della disciplina, così come formulate in ambito internazionale –cfr. scuola Britannica ed Americana-, ma rispetto alle altre forme conosciute di drammaterapia, nell’Atelier Liberamente e nel CDIOT possiamo sinteticamente individuare quattro aspetti distintivi, o meglio aggiuntivi:
•enfatizzazione dell’utilizzo degli Stati Modificati di Co, propri della “funzione dramatica” del teatro e comunque della rappresentazione scenica;
•l’importante uso del simbolo e del rito nel processo di costruzione-interpretazione;
•il concetto di “centralità” dell’azione interpretativa di ogni attore, inserita nella relazione con il gruppo;
•l’importanza della “direzione”, quale schermo che permette all’attore di uscire dalla rappresentazione (Grotowsky).
Il processo drammaterapico è il cuore della performance interpretativa nel suo realizzarsi e divenire. All’interno di tale processo s’individuano due momenti:
1 fase, il “personaggio” quale interlocutore privilegiato della dinamica psicologica, simbolica, dell’interprete con la sua parte;
2 fase, l’estensione del processo al gruppo, come ricostruzione del simbolo nella realtà rappresentativa.
L’incontro tra carattere ed interprete costituisce l’essenza del “drama” che lì si realizza e si sviluppa. Il punto di partenza non è quindi il testo dell’autore ancorché selezionato e scelto in funzione “artistica”-, né le abilità dell’attore a cui è consegnata lì interpretazione, ma lo sviluppo del “personaggio” all’interno della naturale e poi guidata –regista- capacità dell’attore di processare dati della realtà e contesto simbolico personale-gruppale. L’originalità assoluta/relativa di questa triade-i contro (interprete-personaggio, regista, gruppo) è quello che stimola e produce creatività (Creative Drama).
Il “come se” del teatro è qui assunto come “realtà” dell’individuo, perde i connotati di “rappresentazione”, perché ad essere rappresentata è la realtà soggettiva dell’interprete, fuori finzione, attraverso un costante processo di falsificazione e re-significazione dell’azione performativa (processo In-Out).
Il testo teatrale è evocatore di un processo psicodinamico, sollecitato e diretto dal regista con l’aiuto di Io-Asiliari –come nello psicodramma-, ma al di fuori di una codificazione preliminare di parti e ruoli. Il laboratorio privato dell’interprete si estende e interagisce con quello allargato del gruppo; l’interprete diviene “attore” di una mediazione conflittuale tra i contenuti e i contenuti dell’opera ed i personali (processo drammaterapico). La catarsi è nell’espressione di tale conflitto, che diventa archeologia di un processo vitale, cristallizzato e ripetibile, con il recupero di una distanza funzionale dal “drama”, finalmente riconoscibile perché esperito e offerto al pubblico (teatro-spettacolo).
Il drama rimanda al gruppo e poi allo spettatore, la possibilità di un identico processo, tra identificazione e distanza interpretativa dal personaggio.
Per informazioni ed iscrizioni ci si può rivolgere alla segreteria del CDIOT al Tel: 340-3448785, 335-8381627 Fax: 06-86211363/70
E-mail: f.pitorri@dramatherapy.it
Link:
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