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Made in italy: difesa, tutela e valorizzazione partendo da ittierre
Pubblicato il 28/09/2009 |
da
Roberto Laurenzi
Il coordinamento delle imprese creditrici del gruppo Ittierre verso la formalizzazione dell'offerta d'acquisto
Le determinazioni raggiunte nella riunione generale dei delegati delle imprese creditrici del gruppo ITTIERRE del 24 Settembre in Ascoli Piceno sono state immediatamente seguite dall’ufficializzazione dell’apertura della procedura di recepimento delle manifestazioni preliminari d’interesse d’acquisto, per come comunicato dai Commissari Straordinari in nota del 25, ufficializzando, di fatto, i precisi intenti delle 1.380 imprese manifatturiere del gruppo a procedere all’immediata definizione della proposta d’acquisto per come già preventivato nelle ultime settimane.
Le imprese coinvolte nella vicenda ITTIERRE, che occupano attualmente circa 80.000 dipendenti e che producevano a regime circa 6.000.000 di capi, oggi ridotti a meno di 2.000.000 grazie a scelte gestionali ed operative che hanno portato a de localizzare all’estero prodotti comunque definiti Made in Italy, intendono procedere verso l’acquisto dell’intera struttura della ITR Holding con il preciso intento di riportare l’intera produzione negli stabilimenti italiani.
L’obiettivo è quindi quello di riaffermare le reali valenze e peculiarità che fanno grande il Made in Italy proprio perché in Italia realizzato e che le 1.380 imprese manifatturiere intendono ancor più rendere elemento strategico di riqualificazione e rilancio di quello che sarà il nuovo gruppo.
Nell’immediato tutte le imprese hanno concretizzato questi imprescindibili intenti nell’adozione del Marchio Unico Nazionale e dell’innovativo sistema di Anticontraffazione sviluppato dal Polo Centralizzato Promozione Italia.
Sarà quindi il Marchio Unico Nazionale ad evidenziare la provenienza e rendere possibile lo sviluppo di azioni promo commerciali in grado di consentire la riconquista di Clienti e mercati che nel tempo ITTIERRE ha perso proprio in relazione al progressivo abbassamento della qualità dei prodotti non più prodotti in Italia.
I rappresentanti delle 1.380 imprese hanno inoltre espresso particolare apprezzamento ed interesse sui nomi di potenziali acquirenti fatti circolare in mattinata che non trovano alcuna preclusione preconcetta se non per eventuali proposte che prevedano lo spostamento delle produzioni di una delle maggiori realtà nazionali verso paesi esteri che non troverebbero, tra l’altro, l’avallo delle grandi firme del Made in Italy oggi Clienti di ITTIERRE.
Entro le prossime due settimane verrà formalizzata la proposta d’acquisto per gli asset globali del Gruppo ITTIERRE anche in funzione della recente apertura di consultazioni con gruppi investitori esteri interessati ad investire sul vero Made in Italy e che hanno pienamente condiviso le logiche d’utilizzo del Marchio Unico Nazionale e del servizio di Anticontraffazione ritenendole uno straordinario plus competitivo.
Link:
Marchio Unico Nazionale
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