Monk Project: un tributo a un genio del jazz con Francesco Chebat
Pubblicato il 09/10/2009 |
da
Anna Nosari
Mercoledì 14 ottobre, al BoPo di Ponteranica (BG), Francesco Chebat, insieme a Marco Gamba e Federico Duende, rende omaggio a Theolonious Monk
Da "Straight no chaser" a "Brilliant corners", da "‘Round Midnight" a "Blue Monk": sono solo alcuni dei pezzi, diventati ormai dei classici del jazz, con cui Francesco Chebat al piano, Marco Gamba al basso e Federico Duende alla batteria renderanno omaggio al grande pianista e compositore statunitense.
Il progetto nasce in modo spontaneo e immediato dall’incontro tra i tre musicisti, che affrontano, con grande intesa ed equilibrio tra interpretazione ed improvvisazione, alcune delle composizioni più conosciute e significative di Theolonious Monk, tra cui "Bye ya" e "Bemsha swing", oltre a "To Monk", un brano scritto da Marco Gamba appositamente per questa formazione.
MONK PROJECT @ BOPO
Quando: Mercoledì 14 ottobre – ore 21.00
Dove: BoPo – via Concordia 6a – Ponteranica (BG)
Ingresso libero
Francesco Chebat, diplomato al Conservatorio di Milano in pianoforte, si specializza nella musica jazz studiando con Tino Tracanna, Giovanni Tommaso, Larry Monroe, Dino Govoni, Bonifacio Baroffio, Bernard Cavanna, Russel Hoffman.
Partecipa a numerosi festival e collabora con musicisti come Gianluigi Trovesi, Attilio Zanchi, Marco Castiglioni, Tino Tracanna, Roberto Piccolo, Maxx Furian, Marco Gamba, Guido Bombardieri, Sergio Orlandi, Dudu Kwateh, Paolo Tomelleri, Emilio Soana, Riccardo Fioravanti, Marcos Vinicius, Carlo Bagnoli, Marcello Noia, Walter Ganda, Francesco D'Auria, Ney Portilho, Vanni Stefanini, Riccardo Vigorè, Carol Sudhalter, Michael Supnick e molti altri.
Insieme a Gianni Satta, con Stefano Bertoli alla batteria, crea il Trio Tutu, progetto in cui il jazz si mescola con il rock e l’elettronica; collabora con il sassofonista Beppe Aliprandi al progetto Blue Totem, che unisce la musica etnica orientale ed africana agli standard jazz, ed è pianista ed arrangiatore dei progetti musicali di Martha J., raffinata vocalist ed interprete jazz con cui ha realizzato due cd: "That’s it!", con Roberto Piccolo al contrabbasso e Stefano Bertoli alla batteria, e "No one but you", voce e pianoforte.
Con il trio di Vanni Stefanini, batterista specialista dei ritmi latino-americani, con Attilio Zanchi al contrabbasso, ha suonato al Blue Note di Milano e nel 2004 ha pubblicato il cd "Nobody knows".
Collabora inoltre con l’attore Valerio Bongiorno - con cui dialoga miscelando musiche, improvvisazione e effetti sonori nello spettacolo "Numbert, il passeggero del secolo", rappresentato con ampio successo di pubblico e di critica - e con la JW Orchestra, diretta dal sassofonista Marco Gotti, per la registrazione di un nuovo disco di prossima uscita.
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