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Comunicato Stampa
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Khartoum esporta sorgo e grano, ma in tutto il Sudan sono oltre 11 milioni le persone che necessitano di aiuti alimentari

Pubblicato il 07/02/2010 | da Mauro Annarumma


Il Sudan è uno dei piu' importanti Paesi esportatori di grano e sorgo, ma in Sud Sudan e Darfur cresce il numero di chi ha fame.

Il World Food Programme (WFP) delle Nazioni Unite ha fatto sapere che il numero delle persone dipendenti dagli aiuti alimentari internazionali è cresciuto in Sud Sudan di ben quattro volte nell'ultimo anno, passando da 1 milione di persone a 4,3 milioni, a causa di conflitti e siccità.
Circa 50,000 tonnellate di sorgo e alimenti di origine vegetale verranno dislocati in Sud Sudan e si aggiungeranno alle derrate già in distribuzione in tutto il Sudan, come in Darfur, per sostenere oltre 11 milioni di persone non autosufficienti, nell'ambito di uno dei piu' grandi progetti di asssistenza alimentare realizzati al mondo.
Un sacco di sorgo, uno dei cereali più usati nella dieta sudanese, nel mercato del Darfur occidentale ha superato recentemente i 200 Pounds sudanesi, equivalenti a 80 dollari.
Eppure il Sudan è uno dei piu' importanti Paesi esportatori di grano e sorgo: Khartoum sta investendo 5 miliardi di petrodollari nello sviluppo delle sue fattorie meccanizzate, i cui prodotti saranno, appunto, destinati all'esportazione, soprattutto Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania. Paradossalmente, è allo stesso tempo il Paese che riceve enormi quantità di cibo gratuito, lo stesso che esso produce per l'esportazione. Normalmente, le donazioni di cibo sono rivolte a Paesi che non riescono a soddisfare autonomamente il proprio fabbisogno aliementare; così non accade per il Sudan, il cui Presidente Bashir, evidentemente, preferisce lasciare agli stranieri l'assistenza dei "cittadini" del Darfur. Il New York Times, che cita fonti ufficiali delle Nazioni Unite, porta ad esempio il volo A/R del sorgo, alimento base in Darfur: l'anno scorso, gli Stati Uniti ne hanno donato ben 283.000 tonnelate, lo stesso quantitativo che il Sudan ha venduto all'estero.
Alla luce di questi dati allarmanti, occorre fare chiarezza sui rapporti commerciali intrattenuti dai Paesi membri della UE, in particolare l'Italia, con Khartoum.


Link: Italians for Darfur ONLUS - campagna on-line

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